Italia, deficit/Pil 3% in 2014, 2,3% in 2015, peggiorano stime debito - Fmi

mercoledì 8 ottobre 2014 17:31
 

MILANO, 8 ottobre (Reuters) - Corrette soltanto a metà settembre con il rapporto dello staff seguito alla missione 'Article IV', mostrano un ulteriore deterioramento le stime del Fondo monetario internazionale sui conti pubblici italiani.

Lo studio semestrale 'Fiscal Monitor' indica per il disavanzo di quest'anno in rapporto al Pil la soglia massima Ue di 3%, livello previsto anche un mese fa, mentre su quello dell'anno prossimo l'attesa si sposta da 2,1% a 2,3%.

Più fosco ancora il percorso ipotizzato per la dinamica debito/Pil - vera spina nel fianco del bilancio nazionale - con un'attesa ritoccata al rialzo da 136,4% a 136,7% sul 2014 e addirittura di un punto percentuale pieno a 136,4% sul 2015.

Mentre sulla scena europea si innalzano quasi quotidianamente i toni del dibattito politico sulla disciplina di bilancio il governo italiano nella Nota di aggiornamento al Def diffusa esattamente sette giorni fa ha corretto da 2,6% a 3% l'indicazione sul deficit nominale di quest'anno e 2,9% da 1,8% quella sul 2015.

Il confronto è ancora più stridente nel caso del debito, per cui l'esecutivo proietta 131,6% quest'anno e 133,4% il prossimo, anche se va rilevato come per il biennio 2014-2015 il Fondo ipotizzi un calo quando l'esecutivo stesso ne prevede un incremento.

"Le stime di finanza pubblica tengono conto delle ultime misure annunciate dal governo, calibrate in base alle divergenti proiezioni sulla crescita e sull'effetto dei singoli provvedimenti. Si è valutato anche l'impatto del bonus fiscale" si legge in un rapporto pubblicato all'indomani del 'World Economic Outlook' dedicato alle proiezioni sulla crescita.

Un discorso a sé meritano invece le proiezioni sul deficit strutturale.

Per la grandezza al netto degli effetti del ciclo economico e delle una-tantum gli esperti di Washington indicano infatti un rapporto con il Pil allo 0,8% quest'anno e allo 0,5% il prossimo, prospettando un azzeramento nel 2016 sulla base delle regole europee.

L'ultimo documento ufficiale ha invece posposto dal 2016 al 2017 l'obiettivo di pareggio strutturale, dopo 0,9% nel 2014 e nel 2015 seguiti da 0,4% nel 2016.   Continua...