Raffinazione, Governo vuole piano forte e competitivo, bio carburanti - De Vincenti

lunedì 6 ottobre 2014 19:55
 

MILANO, 6 ottobre (Reuters) - Il piano del governo per affrontare la crisi della raffinazione in Italia, che riguarda in particolare l'Eni, verte su tre punti: creare impianti di raffinazione forti e competitivi in Europa, trasformare alcune raffinerie nella produzione di biocarburanti e altre in depositi e logistica.

E' quanto ha detto il viceministro allo Sviluppo Economico con delega all'Energia, Claudio De Vincenti, nella conferenza stampa conclusiva del vertice informale fra i ministri dell'Energia e dell'Ambiente svoltosi oggi a Milano.

De Vincenti ha sottolineato che c'è un tavolo aperto e che presto ci sarà un incontro fra i sindacati e i vertici dell'Eni.

"Nei mesi scorsi il governo italiano ha sollecitato il consiglio europeo ad affrontare il tema della raffinazione, uno dei punti all'ordine del giorno del consiglio e fa parte delle priorità del semestre di presidenza Ue. C'è una forte spinta per affrontare il tema", ha spiegato De Vincenti. "La crisi della raffinazione riguarda tutta l'Europa in sovracapacità unita al calo della domanda e alla concorrenza molto forte che arriva dai paesi emergenti", ha aggiunto.

Quanto all'Italia, il viceministro ha spiegato che "stiamo lavorando su diversi piani: alcune raffinerie italiane si prestano a essere forti e competitive anche in prospettiva per costituire dei perni della raffinazione europea. Per altre stiamo ragionando sulla possibilità di avviare nuove forme di raffinazione come i bio carburanti di seconda generazione, come in parte sta già avvenendo a Porto Marghera. Infine, altre da trasfornare in depositi e logistica. Si sta configurando un piano sulla raffinazione forte e competitivo".

De Vincenti si è riferito in particolare all'impianto dell'Eni a Gela, in Sicilia, dove l'obiettivo è quello di convertirlo nella raffinazione verde e nella logistica con collegamento con altre attività".

Su questo punto, tuttavia, i sindacati di categoria lamentano che Eni non stia implementando quando previsto dell'accordo siglato a luglio e hanno proclamato un nuovo sciopero da realizzare entro novembre. Sostengono che a rischio ci sono migliaia di posti di lavoro, se Eni non porterà avanti gli investimenti previsti.

(Giancarlo Navach)

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