BORSE ASIA-PACIFICO - Indici in ripresa su dollaro forte, occupazione Usa

lunedì 6 ottobre 2014 08:41
 

INDICE                          ORE 8,30    VAR %   CHIUS. 2013
 MSCI ASIA-PAC.                      472,38   +0,25       468,16
 TOKYO                            15.890,95   +1,16    16.291,31
 HONG KONG                        23.364,46   +1,31    22.656,92
 SINGAPORE                           chiusa     --      3.167,43
                                                     
 TAIWAN                            9.095,14   -0,12     8.611,51
 SEUL                              1.968,39   -0,39     2.011,34
 SHANGHAI COMP                       chiusa     --     2.115,978
 SYDNEY                            5.292,90   -0,48    5.352,214
 MUMBAI                              chiusa     --     21.170,68
    6 ottobre (Reuters) - Le principali borse dell'area Asia-Pacifico sono
positive spinte al rialzo dal dollaro forte, vicino ai massimi da quattro anni
verso un basket di valute della regione, e dai dati sull'occupazione Usa di
settembre, che hanno riportato fiducia nei mercati dopo una settimana di
nervosismo per le prospettive della crescita globale e le tensioni geopolitiche.
    Intorno alle 8,30 italiane l'indice Msci dell'area Asia-Pacifico
, che non comprende Tokyo, sale dello 0,25%.
    Con le principali borse della Cina continentale chiuse, HONG KONG ha
iniziato la settimana in ripresa dopo che l'affievolirsi delle proteste per la
democrazia ha consentito la ripresa delle attività in diversi settori, sullo
sfondo dell'ottimismo per i dati sull'occupazione Usa. I casinò di Macao hanno
segnato un forte rimbalzo dopo avere toccato venerdì scorso i minimi da 14 mesi:
Sands China prende il 6,61% e Galaxy Entertainment il 5,29%.
Prada segna +0,43%.
    SEUL ha chiuso in leggera flessione sulle vendite dei fondi offshore,
preocupati per la perdita di profitti indotta dal brusco calo della valuta
locale.
    In controtendenza anche SYDNEY, che ha chiuso con il segno negativo, colpita
dalle perdite delle commodities sullo sfondo delle tensioni sul prezzo dei
minerali di ferro. Inoltre, diversi traders segnalano che gli investitori
stranieri stanno riducendo l'esposizione verso l'azionario australiano.
    
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