October 3, 2014 / 4:33 PM / 3 years ago

Ilva, verso offerte ArcelorMittal e Jsw mentre Renzi punta su estero

5 IN. DI LETTURA

* Le due aziende hanno già concluso la due diligence

* Il premier vuole chiudere la partita entro Natale

* Arcelor potrebbe versare 400 mln per il 70% dell'Ilva

di Silvia Antonioli e Massimiliano Di Giorgio

LONDRA/ROMA, 3 ottobre (Reuters) - Nei prossimi giorni sono attese due importanti offerte per Ilva, l'azienda siderurgica commissariata dal governo nel 2013 e alle prese con una difficile situazione finanziaria. Lo hanno riferito a Reuters fonti di settore.

Il gigante mondiale della siderurgia ArcelorMittal - in joint venture con l'italiana Marcegaglia, principale cliente di Ilva - e l'azienda indiana Jsw Steel dovrebbero presentare delle offerte iniziali a breve, hanno detto le fonti, mentre il governo di Matteo Renzi è impegnato nella ricerca di investitori stranieri che consentano la sopravvivenza dell'industria italiana.

A settembre Renzi ha detto che entro Natale prenderà una decisione su Ilva. Diverse fonti hanno detto a Reuters che il commissario di Ilva Piero Gnudi vuole offerte vincolanti entro la fine dell'anno.

"Formalmente non c'è ancora stata un'offerta, ma credo sia questione di giorni", ha detto una prima fonte vicina a Ilva. "Quelle di ArcelorMittal con Marcegaglia e Jsw sono le uniche due espressioni formali di interesse. Entrambe le parti hanno visitato gli impianti e ora stanno lavorando ai dati".

ArcelorMittal, nata nel 2006 dal take over dell'indiana Mittal sull'europea Mittal, ha inviato una delegazione di 60 persone in visita a Ilva per circa un mese per completare la due diligence, mentre Jsw ha schierato quattro importanti dirigenti per alcuni giorni, dicono le fonti.

ArcelorMittal ha confermato con un comunicato di essere interessata a una possibile acquisizione e sta collaborando con Marcegaglia per valutare l'opportunità.

Jsw non è stata disponibile per un commento.

Porte Aperte

Il settore siderurgico italiano è il secondo più grande in Europa dopo quello tedesco, ma è in grave crisi, con i due maggiori attori - Ilva e Lucchini - commissariati e in cerca di investitori, mentre il terzo, Acciai Speciali Terni, deve far fronte a un processo di ristrutturazione e a una possibile vendita.

Mentre l'Italia è alle prese con la terza recessione in sei anni, il premier Renzi ha detto chiaramente che vuole che l'industria apra le porte a investitori stranieri: "Se molte aziende sono nelle mani di investitori stranieri, questo è un segnale positivo. L'Italia è aperta agli investimenti stranieri", ha detto ieri durante un incontro con investitori a Londra.

Una stima di quale sia il prezzo di Ilva è difficile, data la situazione. L'azienda ha un debito netto di circa 2 miliardi di euro, mentre il costo della bonifica ambientale imposta per abbattere le emissioni inquinanti - che nel 2012 hanno portato al sequestro dello stabilimento di Taranto e all'arresto di alcuni membri della famiglia Riva, proprietaria al 90% dell'azienda, nell'ambito di un'inchiesta della magistratura per disastro ambientale - si aggira sugli 1,8 miliardi di euro.

Un miliardo e 200 milioni potrebbero però venire dalle somme sequestrate alla famiglia Ilva per un'altra inchiesta, condotta dalla Procura di Milano, per una presunta truffa allo Stato. Nei giorni scorsi il commissario dell'Ilva Gnudi ha infatti chiesto alla procura milanese di trasferire quei fondi all'azienda.

L'analista di Jp Morgan Alessandro Abate ritiene che ArcelorMittal potrebbe spendere circa 400 milioni di euro per il 70% di Ilva. Nei giorni scorsi un giornale indiano ha scritto che Jsw potrebbe offrire dai 320 ai 400 milioni di euro circa.

"Il team ArcelorMittal è la sola seria alternativa all'attuale struttura proprietaria, offrirebbe garanzie più credibili per l'occupazione e per una svolta da parte dell'azienda", ha detto Abate in una nota.

Nei giorni scorsi il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha detto che oltre a Arcelor - e Marcegaglia - c'erano almeno altre quattro imprese interessate a Ilva.

L'Ilva sconta anche la debolezza della domanda di acciaio in Europa, dopo la crisi finanziaria del 2008. Il suo principale sito produttivo ha una capacità di oltre 11 milioni di tonnellate di acciaio, ma nel 2013 ne ha prodotte solo 5,7 milioni.

(Hanno collaborato Aman Shah, Philip Blenkinsop e Maytaal Angel)

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