Hong Kong, proteste continuano anche in giorno Festa nazionale

mercoledì 1 ottobre 2014 09:43
 

HONG KONG, 1 ottobre (Reuters) - Migliaia di manifestanti pro-democrazia sono scesi in piazza oggi a Hong Kong - alcuni contestando le odierne celebrazioni per la Giornata nazionale della Repubblica popolare cinese - mentre le dimostrazioni si sono estese a una nuova zona della città, aumentando le pressioni sul governo.

I dimostranti, giunti al quinto giorno consecutivo di protesta, contestano la decisione delle autorità cinesi di limitare il voto nella ex colonia britannica per le elezioni del 2017.

Molti temevano che la polizia usasse la forza per rimuovere i gruppi di manifestanti, prima dell'inizio dei festeggiamenti per la fondazione della Repubblica da parte del Partito comunista cinese, nel 1949, ma invece non è accaduto nulla.

Durante lo scorso fine settimana la polizia in assetto antisommossa aveva usato lacrimogeni, spray al peperoncino e manganelli per cercare di disperdere i manifestanti, ma successivamente la tensione si è alleggerita.

La folla di manifestanti ha occupato vaste zone del centro finanziario asiatico, bloccando le atività commerciali, e oggi la protesta si è allargata anche al quartiere di Tsim Sha Tsui, un'area commerciale molto frequentata da visitori dalla Cina continentale.

Alcuni leader della protesta hanno invitato i dimostranti a non disturbare la cerimonia ufficiale, che si è tenuta al Victoria Harbour, ma alcuni gruppi di studenti hanno contestato l'inno nazionale.

"Non celebriamo il sessantacinquesimo anniversario della Cina. Con l'attuale situazione politica in subbuglio a Hong Kong, e la persecuzione degli attivisti dei diritti umani in Cina, penso che oggi non sia un giorno da celebrare, ma di tristezza", ha detto Oscar Lai, portavoce del gruppo studentesco Scholarism.

Le proteste di questi giorni sono le più importanti a Hong Kong dal 1997, da quando cioè la Cina ha ripreso la propria autorità sull'ex colonia britannica. E rappresentano anche la maggiore sfida politica per Pechino dopo la repressione del movimento per la democrazia a Tienanmen nel 1989.

Una repressione troppo dura potrebbe marcare pesantemente la fiducia a Hong Kong, una delle borse più importanti della regione, che ha anche un sistema legale diverso da quello cinese. Ma una reazione non sufficientemente ferma potrebbe invece rafforzare il dissenso anche nella Cina continentale.   Continua...