30 settembre 2014 / 14:18 / 3 anni fa

PUNTO 2-Tap, non c'è sito alternativo a San Foca, primo gas nel 2020 - AD Russo

* Tap chiude anche ad accordo con Edison su Otranto: "Progetti diversi"

* Regione Puglia era favorevole, ok iter autorizzativo inizio 2015

* Oggi E.On e Total hanno annunciato uscita dal progetto (aggiunge precisazione di Edison in terz'ultimo paragrafo)

di Giancarlo Navach

MILANO, 30 settembre (Reuters) - L'approdo del gasdotto Tap, che porterà il metano dall'Azerbaijan all'Italia a partire dal 2020, non può avere un sito alternativo al litorale di San Foca a Melendugno, in provincia di Lecce né è pensabile un accordo con Edison spostando il tutto a Otranto.

A dirlo è l'AD di Trans Adriatic Pipeline Italia, Gianpaolo Russo, che ricorda anche l'orientamento favorevole già espresso dalla Regione Puglia in passato e che oggi, invece, ha cambiato idea. "Noi ci teniamo che si parli di cambio di approdo sulla base di elementi di natura tecnico ambientale. Non può essere un tema umorale, collegato alla stagione dell'olio", ha detto il manager in un colloquio con Reuters a margine dell'Energy summit in corso a Milano.

"Tap è a Melendugno da ottobre 2010 ufficialmente con documenti depositati. I pareri espressi fino a oggi anche dalla Regione Puglia non erano negativi su San Foca" continua Russo. "Se ci deve essere un'alternativa ci dovrebbe essere un allineamento delle diverse istanze politiche, quindi fra governo, Regione e i territori, ma non crediamo che ci sia un sito alternativo che abbia le stesse qualità tecniche ambientali di San Foca".

Secondo l'AD di Tap, "nessuno legge i documenti, ci sono 50 pagine dedicate alle alternative, come il parere VIA dato dal ministero dell'Ambiente in maniera severissima".

Il gasdotto, che prevede un investimento di 5 miliardi di euro circa, approderà a circa 800 metri dalla costa di San Foca, in un tratto di mare profondo 20 metri per collegarsi a un micro tubo (dalle dimensioni di 3 metri circa) che sbucherà a 600 metri dalla spiaggia verso l'interno. Da li partirà una condotta sempre interratta di 8,2 km dove sorgerà il terminale di ricezione, una struttura di 3.500 metri quadrati, quindi si immetterà nella rete nazionale di trasporto di Snam.

"Le preoccupazioni che sono state espresse dal ministero dei Beni culturali riguardavano solo l'aspetto della paesaggistica e non quello archeologico. Comunque un vincolo non superabile è quello della poseidonia per questo facciamo un micro tunnel che parte dalla spiaggia a 10 metri sotto la sabbia a 800 metri dalla costa, proprio per superare la poseidonia".

L'AD di Tap Italia, consapevole delle numerose polemiche in corso contro l'infrastruttura da parte del comitato no Tap e di recente anche dal movimento Cinquestelle di Grillo, rileva che "fu la Regione a dirci che non si poteva spostare l'approdo perché si sarebbe aperta una procedura di infrazione a Bruxelles".

I prossimi mesi saranno comunque decisivi per dare il via libero definitivo all'avvio del progetto, voluto dalla Ue anche per aggirare il gas russo di Putin. E da questo punto di vista l'ok finale della Regione Puglia nella conferenza dei servizi è decisivo. Va detto, tuttavia, che nonostante la contrarietà dell'attuale presidente uscente Nichi Vendola, è difficile che la Regione si metta di traverso, considerato che sta per entrare nel cosiddetto "semestre bianco" dedicato all'ordinaria amministrazione in vista del rinnovo la prossima primavera.

ACCORDO TAP-EDISON SU OTRANTO NON FATTIBILE

Russo chiude anche all'ipotesi di un accordo con Edison, controllata del colosso francese Edf, sponsor del gasdotto Poseidon che doveva portare sempre il gas azero a Otranto via Turchia e Grecia, poi non ritenuto più necessario. "Con Edison, che ha già un approdo su Otranto con Poseidon, credo che un accordo non sia percorribile perché il tubo dovrebbe fare 25 km in più per andare fino a Otranto e passare da quei comuni che hanno già detto di no al Tap, inoltre la valenza paesaggistica di Otranto non è comparabile a quella di Melendugno e poi c'è una autorizzazione con una robustezza apparente sul tratto sia a mare sia a terra".

I due progetti hanno, paraltro, dimensioni diverse: "Poseidon è un gasdotto molto più piccolo con una capacità minore a regime di 8-12 miliardi di metri cubi l'anno, mentre Tap arriva a 20 miliardi", sottolinea.

Foro Buonaparte replica, in una dichiarazione, ricordando che "il decreto di autorizzazione del gasdotto Poseidon, rilasciato dal MISE d'intesa con la Regione Puglia, approva il progetto definitivo e ne autorizza la costruzione e l'esercizio".

"Il progetto è pertanto immediatamente cantierabile in accordo con le disposizioni dello stesso decreto" aggiunge Edison nella nota.

Quanto alla tempistica su costruzione e avvio del progetto Tap, Russo sottolinea che "per inizio 2015 ci aspettiamo la conclusione del percorso autorizzativo, nel 2016 l'inizio dei lavori, a giugno 2019 la chiusura e a gennaio 2020 si parte con 10 miliardi di metri cubi di gas".

Proprio oggi, infine, c'è stato l'annuncio dell'uscita dal progetto di E.On e Total con conseguente acquisto da parte di Enagas e Fluxys del 19% di azioni precedentemente nel portafoglio di E.On (9%) e Total (10%). L'azionariato di TAP è oggi composto da BP (20%), SOCAR (20%), Statoil (20%), Fluxys (19%), Enagás (16%) e Axpo (5%).

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