Tap, no a sito alternativo a San Foca, né accordo con Edison- AD Russo

martedì 30 settembre 2014 14:22
 

MILANO, 30 settembre (Reuters) - L'approdo del gasdotto Tap, che porterà il metano dall'Azerbaijan all'Italia a partire dal 2020, non può avere un sito alternativo al litorale di San Foca a Melendugno, in provincia di Lecce nè è pensabile un accordo con Edison spostando il tutto a Otranto.

A dirlo è l'AD di Tap Italia, Gianpaolo Russo, che ricorda anche l'orientamento favorevole già espresso dalla Regione Puglia in passato e che oggi, invece, ha cambiato idea. "Noi ci teniamo che si parli di cambio di approdo sulla base di elementi di natura tecnico ambientale. Non può essere un tema umorale, collegato alla stagione dell'olio", ha detto il manager a margine dell'Energy summit in corso a Milano. Che aggiunge:" Tap è a Melendugno da ottobre 2010 ufficialmente con documenti depositati. I pareri espressi fino a oggi anche dalla Regione Puglia non erano negativi su San Foca. Se ci deve essere un'alternativa ci dovrebbe essere un allineamento delle diverse istanze politiche, quindi fra governo, Regione e i terittori, ma non crediamo che ci sia un sito alternativo che abbia le stesse qualità tecniche ambientali come quello d San Foca".

Secondo Russo, "nessuno legge i documenti, ci sono 50 pagine dedicate alle alternative, come il parere VIA dato dal ministero dell'Ambiente in maniera severissima. Le preoccupazioni che sono state espresse dal ministero dei Beni culturali riguardavano solo l'aspetto della paesaggistica e non quello archeologico. Comunque un vincolo non superabile è quello della poseidonia per questo facciamo un micro tunnel che parte dalla spiaggia a 10 metri sotto la sabbia a 800 metri dalla costa, proprio per superare la poseidonia".

L'AD di Tap Italia, consapevole delle numerose polemiche in corso contro l'infrastruttura da parte del comitato no Tap e di recente anche da Grillo, rileva che "fu la Regione a dirci che non si poteva spostare l'approdo perché si sarebbe aperta una procedura di infrazione a Bruxelles. Noi abbiamo un progetto approvato su di un'area dove la commissione VIA e il ministero dell'Ambiente dicono che l'area è meno impattante, occorrerebbe trovare un'area a pari qualità ambientali".

Russo chiude anche all'ipotesi di un accordo con Edison, gruppo Edf, che aveva il progetto Poseidon che doveva portare sempre il gas azero a Otranto via Turchia e Grecia a Otranto, poi non ritenuto più necessario. "Con Edison che ha già un approdo su Otranto con Poseidon credo che un accordo non sia percorribile perchè il tubo dovrebbe fare 25 km in più per andare fino a Otranto e passare da quei comuni che hanno già detto di no al Tap, inoltre la valenza paesaggistica di Otranto non è comparabile a quella di Melendugno e poi c'è una autorizzazione con una robustezza apparente sul tratto sia a mare sia a terra. Poseidon è infine un gasdotto molto più piccolo con una capacità minore a regime di 8-12 mld metri cubi l'anno, mentre Tap arriva a 20 miliardi".

Quanto alla tempistica, Russo sottolinea che "per inizio 2015 ci aspettiamo la conclusione del percorso autorizzativo, nel 2016 l'inizio dei lavori, a giugno 2019 la chiusura e a gennaio 2020 si parte con 10 miliardi di metri cubi di gas".

(Giancarlo Navach)

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