26 settembre 2014 / 14:23 / 3 anni fa

Italiaonline punta a utilizzare proventi Ipo per acquisizioni

MILANO, 26 settembre (Reuters) - I proventi dell'Ipo di Italiaonline, che punta a sbarcare a Piazza Affari il prossimo 14 ottobre, saranno utilizzati soprattutto per crescere per linee esterne e i primi frutti di questa strategia potrebbero vedersi già entro fine anno.

E' quanto spiegato dal management della società durante la presentazione alla stampa dell'offerta pubblica di vendita e sottoscrizione che parte oggi, mettendo sul piatto 23 milioni di azioni, 15 milioni derivanti da un aumento di capitale e 8 milioni vendute dall'azionista Libero Acquisition Sarl, che fa capo alla Orascom Tmt di Naguib Sawiris.

La forchetta indicativa di prezzo è stata fissata tra i 5 e i 6 euro per azione, per una raccolta complessiva tra i 115 e i 138 milioni di euro (prima della greenshoe, pari al 15% dell'offerta). In borsa la società potrebbe sbarcare con una capitalizzazione massima di 390 milioni e un flottante di poco superiore al 35%.

"I proventi dell'Ipo saranno destinati soprattutto a finanziare l'M&A", ha spiegato l'AD Antonio Converti. "Entro fine anno potremmo già dare visibilità a qualche prima acquisizione, che poi concluderemo nel primo trimestre del 2015".

Il manager ha ricordato come la società sia riuscita a integrare con successo Matrix, acquisita nel novembre 2012, e ha spiegato che si prepara a crescere ancora.

"Ci poniamo come obiettivo di fare un altro salto di qualità di questa dimensione", ha aggiunto.

Converti ha ricordato che la società è priva di debito e, sommando la cassa ai proventi dell'Ipo, senza indebitarsi, può arrivare a una potenza di fuoco di circa 100 milioni per le acquisizioni.

Tre sono in particolare i settori di interesse: quello dei servizi legati alla pubblicità, del 'locale' e dei portali verticali.

Il presidente Khaled Bishara ha invece escluso la possibilità di una fusione con Dada, controllata dalla stessa Libero Acquisition Sarl.

In merito ai dividendi, l'AD, pur ricordando che non è stata definita una politica a riguardo, ha spiegato: "Non escludiamo di dare dividendi in futuro, ma in questa fase l'obiettivo è crescere per acquisizioni", ha spiegato.

Il range di prezzo fissato per l'Ipo attribuisce alla società un rapporto enterprise value-Ebitda 2013 tra le 10,9 e le 13,2 volte. Il rapporto prezzo-utili invece sale a circa 215-258 volte, ricordando i multipli della fase di euforia per la new economy. La società mette però in evidenza che il multiplo P/E è "scarsamente significatico" perchè il risultato è stato influenzato dall'integrazione di Matrix e dalle svalutazioni di immobilizzazioni immateriali per 2,9 milioni. Durante la conferenza stampa il management ha inoltre messo in evidenza che il rapporto P/E va guardato in modo prospettico e che quest'anno l'utile, in forte crescita, sarà molto più alto.

Nel prospetto, tra le società comparabili si segnalano in particolare quelle del settore tecnologico e della pubblicità digitale, tra le quali le francesi 1000mercis e HiMedia Group, le americane AOL e InterActive, la russa Mail.ru e l'italiana Triboo Media, quotata sull'Aim.

Nella parte che il prospetto, come consueto, dedica ai fattori di rischio, si mette in evidenza come la società generi la totalità del proprio fatturato in Italia, come i ricavi derivino per il 76,3% dalle attività pubblicitarie online e siano quindi sensibili all'andamento degli investimenti pubblicitari, e l'elevata incidenza delle immobilizzazioni immateriali rispetto al totale dell'attivo (64,4% al 30 giugno) e al patrimonio netto (102,6%).

La società, dal canto suo, si presenta come il primo fornitore di posta elettronica del paese, con 11,2 milioni di account attivi, che controlla i primi due portali italiani, con una base di investitori pubblicitari molto diversificata.

(Elisa Anzolin)

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