26 settembre 2014 / 13:58 / 3 anni fa

RPT-Italia, cresce ruolo high yield in mercato bond - Moody's

(elimina refuso nel titolo)

MILANO, 26 settembre (Reuters) - Le emissioni obbligazionarie ‘high yield’ in Italia sono in crescita nel corso del 2014 e giocano un ruolo sempre più apprezzabile all‘interno del mercato del debito del paese.

È quanto emerge da una conferenza tenuta da Moody’s a Milano e dedicata al settore del ‘corporate finance’.

Moody’s rileva che nel 2013, nel complesso del mercato obbligazionario italiano, è stato registrato un record di emissioni: 72 contro le circa 40 dell‘anno precedente. È invece rimasto pressoché invariato il controvalore rispetto al 2012, a 29 miliardi di euro.

“Significa che l‘importo medio delle emissioni diminuisce e che quindi sul mercato si sono affacciate anche aziende di dimensioni più piccole” spiega l‘analista di Moody’s Paolo Leschiutta.

L‘agenzia di rating calcola che per le imprese italiane, tra il 2014 e il 2016 giungeranno a scadenza prestiti bancari per circa 41,2 miliardi di dollari e bond per 57,4 miliardi di dollari: cifre che - spiega l‘agenzia - dovrebbero sostenere il processo di emissione obbligazionaria, peraltro facilitato anche dalla maggiore stabilità del quadro macroeconomico, dai bassi tassi di interesse e dalla prosecuzione del trend di disintermediazione del credito dal canale bancario.

Per quel che riguarda il segmento ‘high yield’ Moody’s calcola che tra gennaio ed agosto di quest‘anno il mercato italiano ha visto emissioni per 21 miliardi di dollari contro gli 8 miliardi del periodo gennaio-agosto 2013 e un totale per l‘anno scorso di circa 12 miliardi (il dato sui primi otto mesi del 2014 - si fa notare - è in parte gonfiato dall‘emissione realizzata da Wind in giugno, del valore complessivo pari a circa 5 miliardi di dollari) ).

“L‘Italia è stata sempre presente con emissioni in ogni trimestre del 2013 e del 2014, a differenza di altri paesi periferici” spiega Leschiutta. “L‘appetito per la periferia è buono, e l‘Italia è il mercato più grande all‘interno di essa”.

MAGGIORANZA NUOVI EMITTENTI NON E’ ‘INVESTMENT GRADE’

Le ultime stime macroeconomiche di Moody’s sull‘Italia sono comprese tra un -0,5% e un +0,5% per il Pil di quest‘anno e tra un +0,5% e un +1,5% per quello del prossimo.

A livello europeo, dopo il record di emissioni ‘high yield’ di 107 miliardi di dollari del 2013, ad agosto di quest‘anno le emissioni hanno già raggiunto quota 100 miliardi, con una previsione da parte di Moody’s per l‘intero 2014 attorno ai 130 miliardi.

Dall‘inizio del 2013 ad oggi Moody’s ha assegnato 16 nuovi rating a emittenti italiani (con una netto incremento rispetto ai 25 rating presenti a fine 2012): di questi, 14 sono ‘sub investmet grade’, con una netta preponderanza di valutazioni B2.

“Questo dato riflette la maggiore leva finanziaria caratteristica dei nuovi emittenti, ma anche una maggiore propensione al rischio degli investitori e il maggior accesso al mercato di società medio piccole” commenta l‘analista.

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