Eni, sindacati proclamano sciopero di otto ore contro piano industriale

giovedì 25 settembre 2014 18:00
 

MILANO, 25 settembre (Reuters) - Il coordinamento nazionale Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil del gruppo Eni, riunito a Roma, ha deciso di proclamare otto ore di sciopero a livello territoriale nel gruppo.

E' quanto si legge in un comunicato congiunto.

Dopo quella di luglio, la mobilitazione prosegue soprattutto per cambiare l'attuale piano industriale di Eni. E se permane, avvertono i sindacati, una posizione di rigidità da parte dell'azienda, non è escluso uno sciopero generale a novembre.

Nel dettaglio, i sindacati hanno deciso un pacchetto di otto ore di sciopero da gestire sinergicamente a livello territoriale, oltre allo sciopero delle flessibilità di orario ed organizzative per tutto il mese di ottobre.

"Il disegno del management Eni - si legge in una nota conclusiva del Coordinamento - attraverso la chiusura del cracking di Porto Marghera, che rischia di provocare effetti devastanti sull'intera area produttiva del quadrilatero padano, della raffineria di Gela, la vendita della raffineria di Livorno e la probabile dismissione di quella di Taranto, insieme alla decisione di procedere alla cessione di ramo d'azienda a Sarroch, rappresenta plasticamente una dismissione violenta della presenza industriale Eni in Italia".

Il sindacato è contrario anche alla decisione di cedere Saipem "e dispiegherà tutte le azioni necessarie per impedirlo.

Eni, ad oggi - conclude la nota - non ha dato seguito agli interventi previsti dal verbale di incontro del 31 luglio scorso, avallato dalla firma del ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, relativamente alla crisi del settore della raffinazione.

(Giancarlo Navach)

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