PUNTO 1-Fusione A2a-Iren non sul tavolo, ma difficile restare fermi-Valotti

martedì 23 settembre 2014 12:50
 

(Aggiunge contesto, altre dichiarazioni Valotti)

MILANO, 23 settembre (Reuters) - La fusione tra A2A e Iren non è in questo momento all'ordine del giorno delle due aziende, anche se è difficile pensare che il mondo delle utility resti fermo. Molto dipenderà dalla legge di Stabilità che dovrebbe contenere incentivi ai comuni per favorire le aggregrazioni e quindi una razionalizzazione delle società del settore.

Parlando a margine di un convegno all'Università Bocconi, il presidente di A2A Giovanni Valotti è tornato sul tema: "Le opzioni che stiamo valutando "sono sia a livello territoriale sia per portafoglio di business, poi trarremo le nostre conclusioni. Nulla è dato per scontato in questo momento. Vedo un po' difficile restare fermi in questo settore e qualcosa si farà di sicuro".

Una delle opzioni sul tavolo à l'aggregrazione fra Iren e A2A che farebbe nascere un colosso nel settore e potrebbe anche fare da catalizzatore per altre fusioni. Alcuni sindaci dei comuni azionisti delle due utility, come Torino e Milano, si sono già espressi favorevolmente. Solo il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, ha preso le distanze puntando a un accordo fra A2A e Linea Group, la multiutility di Cremona e Lodi.

"La fusione tra A2A e Iren non è all'ordine del giorno in questo momento. Vanno ricercate le aggregazioni capaci di creare valore: bisogna ragionare sui clienti, sul business, sulla complementarietà di business e sulla situazione finanziaria delle aziende", ha sottolineato Valotti.

Secondo il manager, "il punto non è avere una proposta di aggregrazione, ma con chi aggregarsi. Occorre un progetto". Da questo punto di vista, Valotti, che è anche presidente di Federutility, dice di "condividere con il governo l'intenzione di razionalizzare il settore. Speriamo che nella legge di Stabilità queste norme trovino applicazione".

La Cdp è pronta a investire 500 milioni nel comparto, ma attende di conoscere i progetti, come ha di recente osservato l'AD della Cassa, Giovanni Gorno Tempini. "Credo che i progetti non mancheranno. Il cda definirà le opzioni possibili. Poi le sottoporremo agli azionisti e al mercato e, se ci sarà bisogno, anche alla Cdp. Entro fine anno avremo definito un po' di ipotesi. E, in linea con gli indirizzi dei nostri azionisti, faremo i passi opportuni", ha concluso Valotti.

(Giancarlo Navach)   Continua...