Eni, immobilismo su Gela e Marghera, serve mediazione ministero - sindacati

lunedì 22 settembre 2014 16:35
 

MILANO, 22 settembre (Reuters) - I sindacati tornano sul piede di guerra e parlano di "immobilismo" riguardo all'atteggiamento dell'Eni sulla crisi del petrolchimico di Gela e di Porto Marghera: sono in attesa di una nuova convocazione presso il ministero allo Sviluppo Economico, mentre giovedì 25 settembre Filctem, Femca e Uiltec riuniranno l'attivo dei quadri e delegati sindacali dell'azienda petrolifera per decidere nuove forme di protesta.

Lo scorso 31 luglio Eni e sindacati avevano siglato un accordo che prevedeva la ripartenza della linea 1 dell'impianto di Gela e la ripresa delle produzioni a Porto Marghera. "Temiano che Eni abbia posizioni di intrasigenza: non siamo stati ancora convocati dal ministero e speriamo che arrivi entro domani", dice il segretario della Filctem-Cgil, Emilio Miceli.

"C'è un verbale di accordo, ma Eni sta facendo solo una parte degli investimenti e non sono funzionali al ripristino della linea uno. Se la situazione resta così, non ci resta che decidere altre azioni di protesta" aggiunge.

Lo scorso 29 luglio i dipendenti di Eni avevano scioperato contro l'ipotesi di ridimensionare il settore della chimica e della raffinazione con possibile chiusura di cinque siti in Italia, fra cui Gela. Due giorni dopo arrivò l'accordo: la major, pur ribadendo che il settore è in crisi, accettò per il momento di mantenere in attività la raffineria siciliana, confermando l'investimento da 700 milioni promesso un anno fa e mantenendo i livelli occupazionali.

Di qui l'impegno a riprendere il processo di manutenzione a Gela per garantire la conservazione e la successiva riconversione del sito, rimettendo in funzione anche la linea 1, distrutta da un incendio e coinvolgendo anche i lavoratori dell'indotto.

"Questo progetto darà solide prospettive economiche, anche grazie alle nuove iniziative industriali previste nell'upstream e nella produzione di bio carburanti dove Eni dispone di una leadership tecnologica, consentendo così la salvaguardia dell'occupazione. Nel corso dell'incontro abbiamo anche ribadito la centralità industriale del sito di Porto Marghera" diceva a fine luglio l'AD Claudio Descalzi, Commentando con gli analisti l'accordo con i sindacati.

Allo stesso tempo il manager sottolineò che la capacità di raffinazione si ridurrà ulteriormente al 2017 dal 35% attuale a oltre il 50%.

(Giancarlo Navach)

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