PUNTO 2-Inchiesta rating, pm Trani ribadisce richiesta giudizio analisti S&P, società

lunedì 22 settembre 2014 18:01
 

(Aggiunge a terzo paragrafo nota Standard & Poor's)

TRANI, 22 settembre (Reuters) - Nelle battute finali dell'udienza preliminare del procedimento in corso a Trani nei confronti dell'agenzia di rating Standard & Poor's il pm ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per i cinque analisti S&P e per la stessa società, imputata come persona giuridica.

E' quanto hanno detto fonti giudiziarie aggiungendo che, secondo il pm, alla base delle revisioni al ribasso nel rating dell'Italia a cavallo del 2011 ci fu "la volontà da parte degli analisti di declassare l'Italia e il sistema bancario italiano" in assenza di dati oggettivi per farlo.

"Come abbiamo detto in molte occasioni, riteniamo che le accuse riportate siano prive di ogni fondamento e non supportate da alcuna prova" si legge in una nota diffusa da S&P nel tardo pomeriggio. "Continueremo a difendere strenuamente le nostre azioni e la reputazione della società e delle nostre persone" aggiunge il breve comunicato.

Già nel 2012 la procura pugliese aveva chiesto il processo per gli analisti S&P Eileen Zhang, Frank Gill, Moritz Kraemer, il responsabile per l'Europa Yeann Le Pallec e l'ex presidente Deven Sharma.

La difesa dell'agenzia ha sempre definito le accuse dei pm di Trani prive di fondamento e oggi, nel ribadirlo, l'avvocato Guido Alleva ha detto che "tutto quello che S&P aveva scritto nei report e negli atti poi si è verificato".

Nelle prossime udienze sarà la volta delle parti civili e delle difese e il 28 ottobre il gup della città pugliese sarà chiamato a esprimersi sulla richiesta di rinvio a giudizio. Lo stesso giorno riprenderà anche il procedimento nei confronti di Fitch.

S&P è accusata di manipolazione del mercato per i downgrade dell'Italia degli scorsi anni. L'inchiesta - che in primo momento ha visto coinvolte anche Moody's (per cui poi i pm avevano chiesto l'archiviazione) e Fitch - ha cercato di far luce su oscillazioni di borsa ritenute anomale tra il 2010 e il 2012, prendendo il via da un esposto di Adusbef e Federconsumatori.

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