BORSE ASIA-PACIFICO - Mercati misti, pesa ancora timore su Cina

giovedì 18 settembre 2014 09:00
 

INDICE                        ORE  8,48    VAR %    CHIUS. 2013
 ASIA-PAC.                     491,51       -0,70    468,16
 TOKYO                         16.067,57    1,13     16.291,31
 HONG KONG                     24.114,51    -1,07    22.656,92
 SINGAPORE                     3.296,14     -0,01    3.167,43
 TAIWAN                        9.237,03     0,46     8.611,51
 SEUL                          2.047,74     -0,72    2.011,34
 SHANGHAI COMP                 2.312,29     0,19     2.115,98
 SYDNEY                        5.415,80     0,16     5.352,21
 MUMBAI                        26.955,45    1,22     21.170,68
 
    18 settembre (Reuters) - Le borse dell'area Asia-Pacifico sono miste oggi,
con Tokyo ai massimi da otto mesi e Hong Kong e Seul in netta perdita, mentre
continuano a pesare lo spettro di un prossimo aumento dei tassi d'interesse
negli Stati Uniti e il rallentamento della crescita economica in Cina.
    Intorno alle 8,50 italiane l'indice Msci dell'area Asia-Pacifico
, che non comprende Tokyo, perde lo lo 0,70%.
    Ieri la banca centrale statunitense ha ribadito l'impegno a mantenere i
tassi vicino allo zero per "un tempo considerevole", ma ha indicato che potrebbe
aumentare il costo del denaro più rapidamente del previsto. La Fed ha anche
confermato che entro ottobre terminerà il programma di acquisto di bond e ha
comunque ribadito la preoccupazione per la stagnazione del mercato del lavoro.
    Ma in Asia è prevalsa un'intepretazione più estrema delle mosse della Fed,
che ha anche trascurato la lettura più soft dell'inflazione data dalla
presidente della Fed, Janet Yellen.
    L'euro è sceso ai minimi da 14 mesi, la quotazione dell'oro è ai minimi da
otto mesi mentre il dollaro è in rialzo, ai massimi di sei anni sullo yen. 
    "Complessivamente, percepiamo che l'orientamento prossimo della Fed è
coerente con la normalizzazione della politica nel 2015", dice Dylan Eade,
economista di ANZ. "Anche se la tempistica del primo aumento dei tassi dipende
dai dati macro, continuiamo ad aspettarci che la Fomc inizierà il processo di
normalizzazione nel marzo dell'anno prossimo".
    I futures continuano a prevedere un cambiamento a giugno. Ma, quale che sia
il timing, i tassi Usa sembrano certamente destinati ad aumentare, mentre le
banche centrali nella zona euro e in Giappone restano legate a una politica
monetaria ultra accomodante.
    In altre zone dell'Asia la reazione sul fronte dell'equity è stata più
cauta, a causa della prospettiva che i crescenti rendimenti americani potrebbero
sottrarre capitali ai mercati emergenti.
     I mercati restano anche in attesa dei risultati del referendum
sull'indipendenza in Scozia. Le urne hanno aperto alle 8 ora italiana, i
sondaggi vedono in lieve vantaggio i no ma gli indecisi sono ancora parecchi.
    HONG KONG perde oltre l'1% ed è la peggiore piazza della regione. Prada
 lascia sul campo quasi il 2%.
    "Per Hong Kong, l'impatto negativo viene soprattutto dall'economia cinese",
dice Linus Yip, strategist di First Shanghai Securities. "Se la Cina
continentale non va bene, il flusso di alcuni fondi non sarà così forte come nei
mesi scorsi... dunque il mercato di Hong Kong è ancora in calo".
    La notizia comparsa ieri di un'iniezione da 500 miliardi di yuan nelle
cinque principali banche del Paese da parte della banca centrale cinese hanno
comunque dato una spinta ai titoli bancari. 
    SEUL ha chiuso in calo dello 0,72%, trascinata al ribasso da Hyundai
 e dalle sue controllate. La casa automobilistica ha reso noto che
pagherà l'equivalente di oltre 7,7 miliardi di euro per un lotto di terreno
nella capitale, dove ha in progetto di costruire la nuova sede mondiale.
    MUMBAI guadagna circa l'1,3% nella seconda giornata consecutiva di rialzi.
Secondo i trader l'India risente meno della volatilità legata alle decisioni
della Fed grazie al miglioramento della propria economia.

    
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