BORSE ASIA-PACIFICO - Indici in negativo, pesano dati dalla Cina

lunedì 15 settembre 2014 08:44
 

INDICE                        ORE  8,32    VAR %    CHIUS. 2013
 ASIA-PAC.                     496,10       -0,88    468,16
 TOKYO                         CHIUSA        --      16.291,31
 HONG KONG                     24.457,25    -0,56    22.656,92
 SINGAPORE                     3.335,07     -0,31    3.167,43
 TAIWAN                        9.217,46     -0,06    8.611,51
 SEUL                          2.035,82     -0,30    2.011,34
 SHANGHAI COMP                 2.337,07     0,22     2.115,98
 SYDNEY                        5.473,50     -1,04    5.352,21
 MUMBAI                        26.864,08    -0,73    21.170,68
 
    15 settembre (Reuters) - Le borse dell'area Asia-Pacifico oggi sono in calo,
ai minimi di conque settimane, dopo una serie di dati deboli dalla Cina che
hanno alimentato i timori di un netto rallentamento della seconda economia
mondiale.
    Intorno alle 8,30 italiane l'indice Msci dell'area Asia-Pacifico
, che non comprende Tokyo - oggi chiusa per una festività - perde
circa lo 0,9%.
    I dati diffusi sabato scorso indicano che la produzione industriale cinese
ad agosto è cresciuta al tasso più basso da quasi sei anni, mentre la crescita
in altri settori chiavi perde terreno.
    "Si conferma un rallentamento nella crescita nel terzo trimestre che fa
seguito al rimbalzo del secondo trimestre", scrivono gli analisti di Barclays in
una nota per i clienti, aggiungendo di aver tagliato le previsioni di crescita
2014 della Cina al 7,2% dal precedente 7,4%.
    "Significativamente, ciò avviene subito dopo le recenti dichiarazioni del
premier Li che il governo è soddisfatto dell'attuale tasso di crescita, che il
suo focus invece è sull'occupazione, e che manterrà politiche 'prudenti'".
    C'è anche la preoccupazione che Pechino possa essere riluttante a introdurre
ulteriori stimoli, sebbene molti ipotizzino che le autorità cinesi saranno
costretti a farlo se la crescita dovesse minacciare in modo significativo
l'obiettivo ufficiale di crescita del Pil del 7,5%.
    I dati cinesi si sommano alla perdita di valore del 40% quest'anno del ferro
grezzo, altra spia che crea timore sui mercati.
    Ma pesano anche l'incertezza del referendum sull'indipendenza della Scozia,
che si tiene il 18 settembre, e il vertice  della FOMC, che potrebbe decidere un
cambio di strategia.
    SYDNEY, peggiore piazza della regione, ha chiuso con un calo superiore
all'1%, mentre sono in rialzo i bond australiani. Rimbalzano, ma di poco, i
titoli minerari, dopo che nelle scorse settimane hanno perso terreno per il calo
cospicuo dei prezzi del ferro grezzo.
    HONG KONG perde quasi lo 0,6%, registrando la sesta perdita giornaliera
consecutiva. Sinopec, la più importante azienda di raffinazione asiatica, perde
oltre il 5% dopo aver annunciato la vendita di un pacchetto da 107,1 miliardi di
yuan (13,5 miliardi di euro) nella sua controllata retail. Prada 
-1,28%. In controtendenza SHANGHAI, che guadagna oltre lo 0,25%.
    MUMBAI perde oltre lo 0,7%. Pesa, oltre ai dati cinesi, la statistica della
produzione industriale, che a luglio ha toccato il minimo da quattro mesi, con
una riduzione marginale dell'inflazione ad agosto.
    
    
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