13 agosto 2014 / 10:34 / 3 anni fa

Cina, dati economici luglio indicano ulteriore debolezza

PECHINO, 13 agosto (Reuters) - L‘economia cinese ha mostrato ulteriori segni di rallentamento a luglio nonostante l‘adozione di una serie di misure di stimolo da parte del governo, suggerendo la necessità di un maggiore sostegno politico per tenere la crescita in carreggiata.

Una performance incoraggiante dell‘industria, con la produzione che a luglio ha centrato le stime, è stata oscurata dai dati su investimenti e vendite al dettaglio, che hanno fatto registrare una crescita sotto le attese, mentre continua a rallentare il mercato immobiliare.

Oggi i dati mostrano che l‘ammontare di capitali che affluiscono nell‘economia cinese è al livello più basso da quasi sei anni.

“Le cifre dell‘attività sono in sostanza più basse delle aspettative del mercato, specialmente i dati sugli investimenti, il che è dovuto principalmente alla debolezza che emerge dal mercato immobiliare”, spiega Zhou Hao, economista di ANZ a Shanghai.

“Direi che il governo dovrà allentare ulteriormente le politiche per registrare un tasso annuo di crescita del 7,5%”, aggiunge l‘economista.

Il tasso di crescita dell‘economia cinese ha registrato una lieve accelerazione al 7,5% nel secondo trimestre, in linea con l‘obiettivo del governo per l‘intero anno, dal 7,4% dei primi tre mesi, che era risultato il livello più basso da 18 mesi.

Ma il recupero viene in larga parte attribuito alla politica di stimolo del governo piuttosto che ad una effettiva ripresa.

La produzione industriale, secondo quanto riferito oggi dall‘Ufficio nazionale di statistica, è cresciuta del 9% a luglio rispetto all‘anno precedente, rallentando dal 9,2% di giugno ma in linea con le aspettative del mercato.

Gli investimenti fissi, un elemento importante dell‘attività economica, sono saliti del 17% nei primi sette mesi rispetto allo stesso periodo di un anno fa, a fronte di una crescita del 17,3% nel primo semestre.

Il dato relativo agli investimenti viene monitorato attentamente con il governo che spinge per accelerare la spesa su progetti ferroviari e di edilizia popolare per controbilanciare il calo di investimenti immobiliari.

Le misure di stimolo annunciate finora includono l‘accelerazione della realizzazione di progetti ferroviari e case popolari, mentre la banca centrale ha allentato la politica monetaria abbassando i tassi e tagliando i requisiti sulle riserve per alcune banche.

Il commercio al dettaglio è salito del 12,2% a luglio su anno, in rallentamento rispetto al 12,4% di giugno.

Un sondaggio Reuters tra gli economisti dava le vendite al dettaglio in crescita del 12,4% e gli investimenti in attività fisse di gennaio-luglio in rialzo del 17,4%.

Il dato dell‘export di luglio, comunicato la settimana scorsa, ha segnato un aumento doppio del previsto, ma l‘import è sceso a sorpresa, segnalando la debolezza della domanda interna. Anche l‘inflazione resta piatta, altro segnale di un‘economia fiacca.

I dubbi sulla durata della ripresa economica hanno preso corpo la settimana scorsa dopo che i sondaggi sul settore servizi hanno mostrato una debolezza inattesa, legata in gran parte al declino del mercato immobiliare.

Gli investimenti nell‘immobiliare, che si ripercuote su più di 40 altri settori dal cemento all‘arredamento, è salito del 13,7% nei primi sette mesi su base tendenziale, rallentando rispetto al +14,1% del primo semestre.

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