Francia in stagnazione, obiettivi finanza pubblica più lontani

martedì 12 agosto 2014 15:13
 

di Ingrid Melander

PARIGI, 12 agosto (Reuters) - Il governo francese sta preparando l'opinione pubblica ad un altro fallimento nella gestione dei conti pubblici e si prepara a sfruttare la debolezza della crescita economica e dell'inflazione per chiedere più tolleranza ai partner europei.

Parigi ha promesso di dire tutta la verità sullo stato dell'economia dopo la pubblicazione del dato sul Pil del secondo trimestre, giovedì prossimo, che si attende piatto.

La maggior parte degli indicatori fornisce già un quadro plumbeo dell'economia nel secondo trimestre: la disoccupazione è a livelli record, il mercato immobiliare scende ai minimi da 16 anni e la produzione industriale è in declino. Solo la spesa per consumi sale, ma sembra più l'eccezione che conferma la regola.

Saranno tempi duri per l'economia, avverte l'esecutivo, che ha abbandonato la retorica della "ripresa è alle porte" ed enfatizza ora le difficoltà, con un occhio alle regole dell'Ue che consentono deviazioni dagli obiettivi macro solo se la crescita peggiora.

Il ministro dell'Economia Michel Sapin "dirà ai francesi la verità, affronterà la realtà senza nascondere nulla", ha detto il premier Manuel Valls alla domanda se non fosse giunto il momento di rivedere il target del deficit.

Se dall'esecutivo fanno sapere che il timing e i dettagli dell'annuncio sono ancora da definire, gli economisti sono convinti che dai dati di questa settimana emergerà l'impossibilità per la Francia di centrare l'obiettivo di ridurre il deficit al 3,8% del Pil quest'anno e portarlo sotto il tetto europeo del 3% nel 2015.

"E' chiaro che non rispetteremo il target del deficit né quest'anno, né il prossimo. Siamo ancora abbastanza lontani", ha detto l'economista di Societé Générale Yacine Rouimi. SocGen prevede che nel 2015 il deficit scenda solo al 3,4%, mentre il governo è rimasto fermo alla proiezione del 3%.

Dal sondaggio Reuters tra 25 economisti emerge che la seconda economia dell'eurozona avrebbe messo a segno nel secondo trimestre un debole 0,1% di crescita dopo la stagnazione dei primi tre mesi dell'anno, rendendo la previsione del governo di +1% sull'anno sempre più sfuggente.   Continua...