PUNTO 1-Erg guarda ad asset rinnovabili Italia in vendita, conferma obiettivi 2014

giovedì 7 agosto 2014 16:55
 

* Attese a breve offerte non vincolanti per centrali E.On Italia

* Utile adj trim2 a 20 mln, mol a 132 mln +10%

* Guidance fine anno: mol a 470 mln, indebitamento netto a 800 mln (Riscrive, aggiunge dichiarazioni manager)

di Giancarlo Navach

MILANO, 7 agosto (Reuters) - Erg punta a crescere ancora in Italia nel settore delle energie rinnovabili, un comparto in gran fermento come dimostra la recente jv fra Edison e il fondo F2i, ma guarda anche all'estero soprattutto nell'eolico. Alle porte c'è il processo di vendita degli asset che il colosso dell'energia tedesco E.On intende vendere in Italia. E della partita potrebbe fare parte anche la società dei Garrone.

"Siamo interessati ad alcune potenziali transazioni in particolare in Italia, mentre all'estero stiamo lavorando molto forte per espandere la nostra posizione nel business del vento", ha spiegato l'AD Luca Bettonte, rispondendo a una domanda di un analista nella call sui conti del primo semestre. Il manager non ha, tuttavia, fatto alcun riferimento a che tipo di transazioni si tratti.

A breve dovrebbero arrivare le offerte non vincolanti per gli asset italiani che E.On intende vendere: centrali idro, solari, termoelettriche a cicli combinati a gas e impianti a carbone, pari a 6.500 megawatt. E' inoltre presente in joint venture nel rigassificatore di Livorno attraverso Olt e ha una quota nel costruendo gasdotto Tap che sbarcherà in Puglia. Complessivamente questi asset hanno un valore di 3 miliardi di euro.

La stampa ha più volte citato Erg Renew, insieme ad altre, come potenzialmente interessata agli asset delle rinnovabili del colosso tedesco.

Quanto ai conti del secondo trimestre, Erg è tornata in utile nel periodo, con un risultato netto adjusted positivo di 20 milioni rispetto al rosso di 2 milioni registrato nello stesso periodo del 2013. Il Mol adjusted - dati pro-forma - è cresciuto del 10%, a 132 milioni. Nel secondo trimestre i ricavi adjusted sono più che dimezzati, passando a 1,048 miliardi da 2,469 miliardi, soprattutto a causa dell'uscita dal settore della raffinazione costiera.   Continua...