PUNTO 4-Pil, Italia torna in recessione, timori per intero 2014

mercoledì 6 agosto 2014 17:52
 

* Inatteso calo dello 0,2% per il Pil del secondo trimestre
    * Padoan eslude manovra correttiva
    * Renzi politicamente in difficoltà
    * Ue richiama al rispetto dei vincoli di bilancio

 (Aggiunge Renzi, aggiorna con chiusura Borsa)
    di Massimo Gaia e Antonella Cinelli
    MILANO, 6 agosto (Reuters) - L'Italia scivola in recessione
per la terza volta dal 2008 e ora si teme che l'intero 2014
chiuda con il segno meno mettendo in ulteriore tensione i conti
pubblici e il governo di Matteo Renzi.
    Secondo i dati preliminari di Istat, nel secondo trimestre
del 2014 il Pil è diminuito dello 0,2% in termini congiunturali
- toccando a livello nominale il punto minimo degli ultimi 14
anni - dal calo dello 0,1% dei primi tre mesi dell'anno.
    La mediana delle stime raccolte da Reuters fra gli analisti
indicava un aumento dello 0,2%.
    La diffusione del dato ha fatto di Piazza Affari il peggiore
dei listini europei, con l'indice Ftse Mib che ha chiuso in calo
del 2,7% ai minimi dal 6 febbraio, mentre la forbice Btp/Bund
sul tratto decennale si è aperta oltre 170 punti base
 per la prima volta dall'11 luglio.
    La variazione del Pil acquisita per il 2014 è ora pari a
-0,3% contro la crescita dello 0,8% prevista ad aprile dal
Tesoro in parallelo con un deficit/pil al 2,6%.
    Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha detto che,
nonostante l'andamento dell'economia peggiore delle stime, il
disavanzo resterà sotto il tetto Ue del 3% senza manovre
aggiuntive.
    "Dietro l'angolo non c'è una manovra. Il governo osserva
attentamente la finanza pubblica e con un controllo attento
delle spese la manovra non c'è", ha detto Padoan in
un'intervista al Tg2.
    Dalla recessione si "esce continuando con la strategia del
governo, riforme strutturali, semplificazioni e aumento della
competitività".
    "I dati negativi sulla crescita non devono portarci alla
solita difesa d'ufficio", dice il premier in una lettera ai
parlamentari della maggioranza, in cui incita ad andare avanti
sulle riforme "senza incertezze, senza paure, senza frenate" e
ribadisce la volontà di procedere come previsto sulla spending
review: "Ci siamo dati obiettivi che manterremo".
    Renzi, che ha puntato sia a livello interno che europeo
sulla necessità di rilanciare la crescita, risulta, comunque,
politicamente indebolito.
    Criticato dalle associazioni dei commercianti per la
sostanziale inutilità del bonus di 80 euro, impegnato nella
snervante maratona delle riforme istituzionali, il premier è in
difficoltà come non mai da quando è arrivato a Palazzo Chigi a
fine febbraio.
    La battaglia europea per spostare il focus dell'Unione
dall'austerità alla crescita sembra al momento non produrre i
risultati auspicati. Il governo italiano, di fatto, continua a
rimbalzare contro il muro tedesco. Berlino è convinta che un
allargamento dei cordoni della spesa porterebbe solo ad un
aumento del già enorme debito italiano - quarto al mondo - senza
benefici per la crescita.
    Simon O'Connor, portavoce del commissario Ue alle Politiche
Economiche, ha ricordato oggi a Bruxelles che a giugno il
Consiglio Ue ha raccomandato che Roma "si attenga strettamente
alla sua legge di bilancio", raccomandazione che "resta valida".
    O'Connor ha richiamato le parole di Padoan sulla necessità
di accelerare le riforme.
    "Non possiamo che essere d'accordo e sperare che l'Italia,
attraverso le riforme strutturali adottate e in fase di
realizzazione, consegua le condizioni per una ripresa stabile e
per creare occupazione".
    
    SALE ATTESA PER CONFERENZA STAMPA DRAGHI
    Così, sotto la spada di Damocle dei parametri di bilancio, 
Renzi e Padoan hanno pochissimo spazio di manovra
per cercare di invertire il senso di marcia di un paese sempre
più stanco e sfiduciato.
    L'economia italiana decresce dal terzo trimestre 2011, con
l'unica eccezione del quarto trimestre 2013.
    Nel secondo trimestre di quest'anno il Pil è sceso su base
annua dello 0,3% (undicesimo calo tendenziale consecutivo)
rispetto al -0,4% del trimestre precedente, rivisto da -0,5%.
    Istat sottolinea che, "dal lato della domanda, il contributo
alla variazione congiunturale del Pil della componente nazionale
al lordo delle scorte risulta nullo".
    Recentemente, Fmi e Bankitalia hanno rivisto al ribasso le
stime sul Pil per il 2014 rispettivamente a 0,3% e 0,2%.
    Il mese scorso anche Renzi aveva annunciato che sarebbe
stato "molto difficile" centrare il target di 0,8%.
    Alla luce dei primi due trimestri le stime del governo
appaiono del tutto irrealistiche e fra gli economisti c'è chi
indica una decrescita anche per il 2014 dopo il -1,9% del 2013
.
    Una nota positiva viene dalla produzione industriale che in
giugno ha messo a segno un aumento dello 0,9% su mese, contro un
+0,7% atteso dagli analisti. Si tratta del valore più alto dallo
scorso gennaio.
    Secondo Vincenzo Longo, market strategist di IG, "ora gli
investitori, che sin dalla fine del 2013 erano tornati positivi
sul nostro paese, iniziano a nutrire seri dubbi sulle
possibilità di ripresa dell'economia. Ma anche nel resto
d'Europa non sono in una situazione molto migliore della
nostra".
    Gli occhi sono puntati sulla conferenza stampa del
presidente della Banca centrale europea di giovedì.
    "Interessanti saranno i commenti ai dati odierni che
potrebbero arrivare da Mario Draghi domani. Il mercato punta a
velocizzare i tempi per l'attivazione del quantitative easing.
Così come concepito dalla Bce, il timing, però, dipenderà
dall'esito delle aste Tltro. Insomma, gli investitori sembrano
temere che il piano di azione studiato a Francoforte possa
richiedere troppo tempo e non riuscirà a tamponare un'altra
frenata dell'economia della zona euro".
      
    Ecco le stime fornite dall'istituto di statistica
(destagionalizzate e corrette per gli effetti di calendario):

    PIL                            TRIM2 14  TRIM1 14  TRIM4 13
    Variazione annua (%)            -0,3       -0,4r    -0,9
    Variazione su trim precedente   -0,2       -0,1      0,1
    Valore in mln                  340.198   340.885r  341.220r
    
    - ha contribuito Roberto Landucci 
    
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