4 agosto 2014 / 12:42 / 3 anni fa

PUNTO 2-Decreto Pa, stop a pensioni quota 96. Renzi: "Ci sarà nuova misura"

(Aggiorna con fonti Palazzo Chigi)

ROMA, 4 agosto (Reuters) - La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato oggi il decreto sulla Pubblica amministrazione compresi gli emendamenti del governo che cancellano il pensionamento anticipato con quota 96 per 4.000 insegnanti, il tetto dei 68 anni di età per lasciare il lavoro da parte di professori universitari e primari, e ripristinano le penalizzazioni per chi va in pensione a 62 anni.

Come annunciato dal ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia, il governo ha così accolto i rilievi venuti dalla Ragioneria generale dello Stato sulla mancanza di coperture al decreto Pa nella versione approvata dalla Camera in prima lettura la scorsa settimana con il voto di fiducia.

Ma il premier Matteo Renzi "è disposto a riprendere in mano la questione della quota 96 in un più ampio provvedimento a fine agosto", come hanno riferito fonti di Palazzo Chigi.

Anche il commissario alla spending review Carlo Cottarelli ha censurato la pratica della maggioranza parlamentare di utilizzare i tagli alla spesa per coprire altre spese invece che per ridurre le tasse.

Le critiche dell'ex dirigente del Fondo monetario internazionale hanno alimentato le voci di sue dimissioni.

Un emendamento ha soppresso la cosiddetta quota 96, cioè la somma di età e contributi versati introdotta alla Camera che avrebbe consentito a circa 4.000 insegnanti rimasti bloccati dalla riforma Fornero di andare in pensione con le regole precedenti.

Un'altra modifica rivede i limiti di età per il pensionamento d'ufficio eliminando il tetto dei 68 anni per i professori universitari e i primari.

Reintrodotte poi le penalizzazioni per chi va in pensione a 62 anni.

COMMISSIONE CHIEDE DI RITORNARE SU QUESTIONE IN ALTRO TESTO

Il governo è stato sommerso dalle critiche fioccata sia dagli alleati che dall'opposizione.

Forza Italia parla di "ennesimo flop del governo Renzi", la Lega chiede le dimissioni del presidente della Commissione Bilancio della Camera del Pd, Francesco Boccia, che aveva rassicurato sulle coperture e anche l'alleato Ncd dice che lo stop del governo a quota 96 "è una vergogna".

Imbarazzo nel Pd con alcuni parlamentari che si augurano che le tutele rimosse possano essere ripristinate, dopo che ieri un esponente di spicco come il presidente della commissione Lavoro della Camera del Pd, Cesare Damiano, aveva definito "inaccettabile che lo stesso governo pretendesse di cambiare il decreto, su alcuni punti, a causa delle pressioni della Ragioneria dello Stato".

Alla fine, la prima Commissione ha approvato un ordine del giorno in cui chiede al governo di affrontare la questione dei pensionandi della scuola in un successivo provvedimento, in una sollecitazione accolta da Renzi.

Il testo passa ora in aula ed entro mercoledì il governo dovrebbe porre la questione di fiducia.

Per la Uil la vicenda è "grottesca e paradossale", mentre per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, si tratta dell'"ennesima figura di dilettantismo della classe politica...non si interviene per decreto sulle materie del lavoro e [delle pensioni] senza prima un opportuno confronto con il sindacato".

(Francesca Piscioneri, Roberto Landucci)

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