Default Argentina, da Buenos Aires solo mezze verità - giudice Usa

venerdì 1 agosto 2014 18:21
 

1 agosto (Reuters) - Critica la decisione di Buenos Aires di aver scelto la via dell'insolvenza sovrana per il mancato rimborso di 29 miliardi di dollari il giudice distrettuale Usa Thomas Griesa, che ha dato ragione ai creditori dei fondi speculativi che non hanno aderito allo swap sul debito.

Nel corso di un'udienza sollecita la controparte, lo studio legale Cleary Gottlieb che rappresenta l'Argentina, a "provvedere per porre fine alla diffusione di informazioni fuorvianti che la Repubblica Argentina sta diffondendo" sul tema della contesa con gli investitori.

Le autorità di Buenos Aires hanno in più occasione sostenuto di aver rispettato gli impegni nei confronti dei creditori, affermazione che Griesa definisce una "mezza verità".

"La repubblica ha reso dichiarazioni ufficiali altamente fuorvianti, questo deve finire", dice.

Il giudice ha stabilito che l'Argentina è debitrice per 1,33 miliardi di dollari - cui vanno sommati gli interessi - nei confronti dei fondi NML Capital, gruppo Elliott Management, e Aurelius Capital Management, due dei primi hedgefund Usa che hanno deciso di non accettare la ristrutturazione del debito nel 2002.

Buenos Aires obietta di aver fatto interamente fronte ai propri obblighi debitori depositando 359 milioni di dollari presso la banca centrale per il dovuto stacco cedole. Il denaro è stato versato sul conto del trustee Bank of New York Mellon. Griesa ha però bloccato il pagamento, ordinando a BNY Mellon di non rimborsare gli obbligazionisti che hanno aderito allo swap nel 2005 e nel 2010.

"Una mezza verità non ha il valore di una piena", sostiene Griesa nall'aula del tribunale.

L'udienza odierna era stata convocata per chiarire in quale direzione muoversi, conclude il giudice, dal momento che "gli eventi di questa settimana [il nuovo default sovrano] non annullano né in alcun modo riducono gli oneri per la Repubblica Argentina".

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