Eni, adesione sciopero 90%, governo faccia rispettare accordi - sindacati

martedì 29 luglio 2014 18:32
 

* Per sindacati a rischio futuro industriale Italia

* "Renzi gestisca vertenza, è primo azionista Eni"

di Francesca Piscioneri

ROMA, 29 luglio (Reuters) - Il 90% dei lavoratori ha aderito allo sciopero proclamato per oggi da Cgil, Cisl e Uil in tutti i siti Eni per protestare contro la volontà della major petrolifera di ridimensionare il settore chimica e raffinazione con la possibile chiusura di cinque siti in Italia, tra cui quello siciliano di Gela.

Lo riferiscono gli stessi sindacati nel corso di un presidio che si è tenuto nel pomeriggio a Roma di fronte a Montecitorio, a pochi passi dalla sede del governo.

I leader delle tre organizzazioni, presenti alla manifestazione, hanno chiesto al governo, principale azionista di Eni con il 30%, di intervenire per imporre all'azienda il rispetto degli accordi già sottoscritti, in particolare il piano di investimenti da 700 milioni per Gela, che verrebbe revocato.

Il management del gruppo petrolifero nega che Gela chiuderà sostenendo che saranno investiti due miliardi per la riconversione della raffineria nella produzione di bio-diesel senza licenziare nessuno dei 970 dipendenti.

Il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, ha aperto al piano di riconversione.

Per i sindacati, al contrario, a Gela sono a rischio 3.500 posti di lavoro, incluso l'indotto. I lavoratori impiegati nella raffinazione e petrolio sono in totale 30.000 in Italia.   Continua...