Gela, il 30/7 parte tavolo, De Vincenti convoca sindacati, Eni e Crocetta

venerdì 25 luglio 2014 12:29
 

MILANO, 25 luglio (Reuters) - Il tavolo sulla crisi del settore della raffinazione in Italia e in particolare sulla situazione dell'impianto Eni a Gela partirà il prossimo 30 luglio, il giorno successivo allo sciopero generale proclamato dai tre sindacati confederali per protestare contro la volontà della major petrolifera di mettere in discussione il settore della chimica e della raffinazione con la possibilità di chiusura di cinque raffinerie in Italia, a seguito della crisi dei consumi.

Complessivamente sono oltre 30.000 i lavoratori interessati.

Secondo una fonte vicina al dossier, al tavolo convocato dal vice ministro allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, sono stati invitati i segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, il Chief downstream & industrial operations officer di Eni, Salvatore Sardo, il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta e il sindaco di Gela.

Il negoziato partirà alla vigilia dei risultati del secondo trimestre di Eni e dell'aggiornamento al piano industriale previsto per il 31 luglio. In quella sede l'Ad, Claudio Descalzi, delinerà il futuro dell'azienda. L'orientamento è quello di essere sempre di più una oil company focalizzata sui comparti Esplorazione e produzione e meno sul downstream, ovvero la raffinazione e la vendita di carburanti in crisi da tempo.

Lunedì scorso il ministro allo Sviluppo economico, Federica Guidi, ha aperto al piano di Eni che per fare fronte alla crisi dei consumi nel settore della raffinazione, propone di riconvertire l'impianto di Gela alla produzione di bio carburanti, oltre a trasformare altre raffinerie in depositi.

Mossa che non è piaciuta a Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil: "Il ministro Guidi, prima ancora di ascoltare le opinioni del sindacato, ha già stabilito la validità dei progetti di riconversione industriale di Eni in relazione alla chiusura della raffineria di Gela. Un modo come un altro per bruciare i tavoli negoziali prima ancora che abbiano avvio".

Nel giorno della sciopero martedì prossimo, si svolgerà davanti a Montecitorio un presidio al quale hanno già annunciato che parteciperanno anche il leader della Cgil, Susanna Camusso e Luigi Angeletti, segretario generale della Uil.

(Giancarlo Navach)

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