Eni in calo, pesano timori per sanzioni contro Russia

venerdì 25 luglio 2014 11:44
 

MILANO, 25 luglio (Reuters) - Eni cede oltre l'1%, in un settore oil&gas negativo a livello europeo, risentendo delle sanzioni contro la Russia.

In particolare un operatore cita il fatto che, secondo quanto riferito da alcuni fonti, le sanzioni proposte dall'Unione Europea contro la Russia mirano al progetto di Gazprom South Stream, l'enorme gasdotto che doverebbe portare il gas russo in Europa attraverso i Balcani, e all'impianto di gas naturale liquefatto Arctic Yamal di Novatek .

I principali partner di Gazprom in South Stream sono Eni, EDF, OMV e Wintershall, controllata di BASF .

Anche Saipem è coinvolta, dal momento che si è aggiudicata un contratto da 400 milioni di euro per costruire una linea secondaria del gasdotto.

Nel presentare i risultati semestrali, alcune società del settore, hanno messo in evidenza i pericoli che potrebbero comportare le sanzioni.

L'AD di Statoil, Helge Lund, ha detto di sperare che si raggiunga "una soluzione diplomatica perchè le sanzioni colpiranno il mercato dell'energia". Lund ha detto che il gruppo monitora attentamente la situazione e che per il momento la jv con Rosneft sta proseguendo come programmato.

Technip, una delle concorrenti di Saipem, ha tagliato le stime 2014 sul margine operativo per la divisione onshore/offshore, anche a causa del possibile impatto delle sanzioni in Russia, che potrebbero interrompere i flussi da Yamal LNG in Siberia.

Anche se si tratta di casi particolari, incidono sul sentiment degli investitori verso il settore.

Tanto più che oggi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa russa Itar-Tass, è stato sospeso il progetto portato avanti dalla russa Rubin e da Financantieri per la realizzazione di un piccolo sottomarino di nuova generazione a causa della "situazione politica".   Continua...