RPT-Eni, su crisi raffinazione tavolo tecnico al ministero, verso sciopero nazionale

giovedì 17 luglio 2014 19:00
 

MILANO, 17 luglio (Reuters) - Sulla crisi della raffinazione nell'impianto Eni di Gela e in altri siti italiani, la prossima settimana, sarà aperto un tavolo tecnico.

E' questo l'esito dell'incontro che si è svolto oggi presso la sede del ministro allo Sviluppo Economico, fra il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, il ministro Federica Guidi e il viceministro Claudio De Vincenti. Assente l'Eni che aveva preso parte al precedente incontro al ministero.

Secondo quanto riferisce a Reuters una fonte vicina al dossier, quello odierno è stato un incontro politico per verificare se esistano le condizioni per venire incontro sia agli interessi di Eni, che intende ridurre sensibilmente la propria presenza in un settore come quello della raffinazione e della chimica in profondo rosso, sia dei territori, in particolare il Sud Italia, dove sono a rischio migliaia di posti di lavoro.

L'idea emersa oggi è che questi margini ci sono e una strada potrebbe essere quella di applicare un accordo di programma. In altri termini, se una raffineria dovesse chiudere, si incomincerebbe a realizzare una bio raffineria con interventi mirati al territorio.

Le parti torneranno a rivedersi alla fine della prossima settimana, mentre i sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil hanno convocato per domani, a Roma, il coordinamento nazionale unitario del gruppo Eni e in quella sede verranno decise azioni di lotta e la proclamazione di uno sciopero nazionale.

Lo scorso 9 luglio dall'incontro fra i vertici di Eni e i sindacati era emersa da parte della major petrolifera la volontà di garantire la continuità operativa solo per la raffineria di Sannazzaro (Pavia) e della propria quota (50%) del sito di Milazzo. In discussione invece le cinque raffinerie di Gela, Taranto e la seconda fase di Porto Marghera, oltre al petrolchimico di Priolo, a Siracusa. Relativamente a Gela sarebbero stati revocati 700 milioni di investimenti. (Full Story).

Secondo l'Unione petrolifera, a rischio non c'è solo il sito di Gela ma tutte le raffinerie italiane, anche le più moderne ed efficienti, a causa di una competizione internazionale distorta: nel 2014 i consumi petroliferi italiani dovrebbero attestarsi intorno a 56 milioni di tonnellate, a fronte di una capacità di raffinazione di 99 milioni di tonnellate e dunque con un surplus di oltre 40 milioni di tonnellate, ossia l'equivalente di 67 raffinerie come quella di Gela su un totale di 12, che i flussi di esportazioni non riusciranno mai a compensare.

(Giancarlo Navach)   Continua...