16 luglio 2014 / 06:54 / tra 3 anni

PUNTO 3-GTech acquisirà Igt per 6,4 mld dlr complessivi, quotazione solo a NY

* Operazione cash e azioni da 4,7 mld dlr, più 1,7 mld debito

* Previsto delisting a Milano e quotazione a NY

* De Agostini appena sotto 50% capitale newco, Sala resta AD

* Titolo sale, sinergie superiori a attese (aggiunge dettagli)

di Claudia Cristoferi e Francesca Landini

MILANO, 16 luglio (Reuters) - In un‘operazione ‘monstre’ da 6,4 miliardi di dollari in contanti e azioni, GTech cambia pelle con l‘acquisizione della società Usa International Game Technologies e l‘addio al listino milanese per il New York Stock Exchange.

Da primo operatore al mondo nelle lotterie, GTech raddoppia quasi la propria capitalizzazione per diventare il maggiore gruppo internazionale nell‘intera gamma dei giochi, inglobando il numero uno mondiale nella produzione di apparecchi da intrattenimento.

L‘ex Lottomatica riduce così la sua esposizione al mercato domestico, ormai maturo, e torna ad inserirsi tra le poche società italiane in grado di espandersi all‘estero invece di diventare preda di player internazionali: nella gara per la conquista del produttore di slot machine di Las Vegas, scalza concorrenti di peso come la società MacAndrews & Forbes del miliardario Ron Perelman, Scientific Games e i fondi di private equity Apollo e Carlyle.

Si tratta della maggiore operazione di M&A all‘estero realizzata in Italia quest‘anno, superiore anche all‘acquisizione, solo cash, delle quote di minoranza di Chysler da parte di Fiat per un importo di 4,35 miliardi di dollari.

AZIONISTI GTECH ALL‘80%, COLOSSO DA OLTRE 6 MLD DLR RICAVI

In base all‘accordo siglato questa notte, dice una nota, GTech e Igt confluiranno in una holding di nuova costituzione di diritto inglese controllata circa al 20% dagli attuali azionisti di Igt e all‘80% da quelli di GTech, con la quota di De Agostini intorno al 47%. Marco Sala, Ceo di Gtech, resterà al comando anche della nuova realtà.

Il valore complessivo dell‘operazione, che dovrebbe chiudersi tra il primo e il secondo trimestre del 2015, è di circa 6,4 miliardi di dollari (4,7 miliardi di euro), comprensivi della stima di circa 1,75 miliardi di dollari (1,29 miliardi di euro) di debito netto esistente in Igt. Senza contare il debito, dunque, la transazione ammonta a circa 4,7 miliardi di dollari, il 75% cash e il 25% in azioni.

Nascerà un colosso da più di 6 miliardi di dollari di ricavi e oltre 2 miliardi di Ebitda, con un effetto immediatamente accrescitivo a livello di cash Eps e sinergie per oltre 280 milioni di dollari.

Nel dettaglio, per ogni azione ordinaria Igt verranno corrisposti 13,69 dollari in contanti e 0,1819 azioni della NewCo (concambio soggetto ad aggiustamento), per un importo complessivo di 18,25 dollari per azione, pari a un premio del 18% sul prezzo di chiusura di ieri.

Agli azionisti di Gtech verrà assegnata una nuova azione ordinaria di NewCo per ogni azione Gtech posseduta.

La società prevede di finanziare la parte in contanti del corrispettivo attraverso una combinazione di disponibilità liquide e di nuovi finanziamenti; ha già ottenuto impegni vincolanti per un totale di 10,7 miliardi di dollari da Credit Suisse, Barclays e Citigroup, incluso il rifinanziamento di parte del debito esistente. Le tre banche sono anche advisor finanziari di GTech.

Clifford Chance, Wachtell, Lipton, Rosen & Katz e Lombardi Molinari Segni sono stati invece i consulenti legali.

TITOLO FESTEGGIA, SINERGIE SUPERIORI A ATTESE

Il titolo festeggia a Milano con un rialzo, intorno alle 10,50, di circa il 3,5% a 19,09 euro.

L‘operazione prospetta sinergie per 280 milioni di dollari all‘anno a partire dal terzo anno, di cui 230 milioni da costi e 50 da ricavi. “Si tratta di un valore molto alto rispetto a quanto ci saremmo aspettati”, commenta in una nota Equita.

Sul fronte dei rischi gli analisti mettono in luce le recenti difficoltà di Igt, reduce da due profit warning dall‘inizio dell‘anno a causa della contrazione superiore alle attese dei ricavi in Nord America.

Per questo, qualche mese fa, dopo un drastico calo della quotazione in borsa, ha iniziato a cercare un compratore per inserisi nel processo di consolidamento che sta investendo il settore giochi negli Usa. L‘anno scorso, ad esempio, Bally Technologies ha comprato il concorrente SHFL Entertainment per circa 1,3 miliardi di dollari, mentre Scientific Games ha rilevato WMS Industries per circa 1,5 miliardi di dollari.

SECONDO SALTO DIMENSIONALE PER GTECH DOPO OPERAZIONE 2006

Con l‘operazione IGT, GTech compie il suo secondo salto dimensionale confermando una vocazione a crescere per vie esterne oltre che in modo organico. Un balzo di dimensione consistente se si pensa che GTech vale oggi 4,4 miliardi di dollari di capitalizzazione a fronte dei 3,8 miliardi di IGT.

La prima volta è stato nel 2006 quando l‘allora Lottomatica, da quattro anni in mano al gruppo De Agostini della famiglia Boroli Drago, compra in contanti il 100% di GTech, società quotata a New York e specializzata nella fornitura di tecnologie per giochi e servizi.

Un‘operazione da circa 4 miliardi di euro che trasporta la società da un contesto prettamente domestico e piuttosto semplice - basato sulla concessione a lungo termine del gioco del Lotto, una delle maggiori lotterie del mondo (arriverà solo qualche anno dopo il boom del Gratta&Vinci) - in una dimensione internazionale aperta a tutti i settori del gaming, trasformandola nel primo gruppo mondiale nel settore delle lotterie.

Un percorso che si è poi completato con una radicale riorganizzazione interna del gruppo per aree geografiche e con il cambio di denominazione nel 2013 in GTech, più conosciuto all‘estero dell‘italiano Lottomatica.

I frutti di quel cambiamento stanno arrivando in questi anni, con la partecipazione alle privatizzazioni delle lotterie in ogni parte del mondo, per calibrare l‘esposizione a un mercato italiano cresciuto enormemente negli ultimi dieci anni ma ormai considerato maturo. Tra l‘altro la licenza per il gioco del Lotto scadrà a metà 2016, fattore di rischio che l‘operazione di oggi mette decisamente in secondo piano.

L‘acquisizione di IGT - che segue a breve distanza quella da 21 milioni di euro dell‘inglese Probability per lo sviluppo dei giochi sul mobile - è dunque una nuova forte accelerazione nella direzione dell‘internazionalizzazione.

Finora il 70% dell‘Ebitda di GTech veniva ancora dall‘Italia.

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