PUNTO 1-Raffinazione, Eni non apre a sindacati, a rischio Gela e Marghera, stop investimenti

mercoledì 9 luglio 2014 18:46
 

(Aggiunge nota sindacati)

MILANO, 9 luglio (Reuters) - L'incontro fra i vertici di Eni e i sindacati di categoria sulla crisi del settore chimico e della raffinazione non è andato bene e da parte dell'azienda arriva un chiaro segnale di interrompere i flussi prolungando le chiusure degli impianti di Gela e Porto Marghera.

A dirlo è il segretario della Filctem CGIL, Emilio Miceli. "Qualsiasi progetto di sviluppo non si può fare con gli impianti chiusi", ha detto Miceli a Reuters ieri sera al termine della riunione, durata oltre due ore, con l'AD, Claudio Descalzi, Salvatore Sardo, capo della direzione industriale di Eni e i segretari nazionali oltre che della Cigil, anche di Femca Cisl e di Uilcer Uil.

Dunque trattative rotte fra Eni e i sindacati. Nel corso dell'incontro, si legge in una nota emessa oggi da Filctem Cgil, Eni ha denunciato gravi perdite nel settore della raffinazione a causa di un surplus europeo di 120 milioni di tonnellate di raffinato, comunicando ai sindacati di garantire la continuità operativa solo per la raffineria di Sannazzaro (Pavia) e della propria quota (50%) del sito di Milazzo.

In discussione invece le cinque raffinerie di Gela, Taranto e la seconda fase di Porto Marghera, oltre al petrolchimico di Priolo, a Siracusa. Le prospettive più pesanti riguardano Gela, per la quale sarebbero revocati i 700 milioni di investimenti previsti lo scorso anno che avevano l'obiettivo di ammodernare gli impianti ed arrivare ad una produzione di diesel tale da poter garantire ancora i margini, oltre allo "stop" delle tre linee di produzione.

"L'azienda ha confermato il fermo dell'impianto di raffinazione di Gela e quello petrolchimico di Porto Marghera e questo ci mette in pesanti difficoltà'", ha aggiunto Miceli sottolineando che "non viene fermato l'impianto di Brindisi che produce il cracking, ma che avrebbe bisogno di un fermo per manutenzione programmata".

Secondo Miceli, da parte di Eni "c'è la chiara volontà di interrompere i flussi e l'attività". Nessun commento da parte di Eni.

Ieri l'agenzia di rating Fitch ha detto che la società è a rischio downgrade a seguito della debolezza dei margini nella raffinazione.

Il 18 luglio i sindacati si riuniranno per decidere come rispondere a quanto annunciato ieri da Eni e per stabilire iniziative di lotta da intraprendere non solo nelle raffinerie ma in tutti gli stabilimenti produttivi di Eni.

(Giancarlo Navach)

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