CORRETTO-PUNTO 1-Eni indagata in nuovo filone inchiesta tangenti in Nigeria

martedì 8 luglio 2014 18:39
 

(Riscrive paragrafo 7 precisando che Paolo Scaroni e Luigi Bisignani non sono indagati in questo specifico filone, ma in relazione il primo all'inchiesta su presunte tangenti Algeria, il secondo per vicenda P4, in cui poi patteggiò)

MILANO, 4 luglio (Reuters) - La procura di Milano ha aperto un nuovo versante nel procedimento condotto dai pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro su una presunta corruzione internazionale da parte di Eni in Nigeria. Lo hanno confermato Eni, in una nota in risposta a una richiesta di chiarimenti di Reuters in cui dice di aver avuto notizia dell'indagine e in cui dichiara la correttezza del suo operato, e fonti giudiziarie dopo che la notizia è stata pubblicata oggi dal Fatto Quotidiano.

Le fonti hanno aggiunto che gli uomini della Gdf di Milano la settimana scorsa si sono recati nella sede della società per notificare un avviso di garanzia per corruzione internazionale alla persona giuridica Eni in base alla legge 231 sulla responsabilità delle aziende per illeciti commessi dal management e una richiesta di esibizione di una serie di atti relativi al "resolution agreement" del 27 aprile 2011 fra Eni e il governo nigeriano per il giacimento petrolifero offshore Opl 245.

Le fonti hanno riferito inoltre che nei mesi successivi all'accordo, l'Eni versò un miliardo e 92 milioni di euro su un conto intestato al governo nigeriano presso la banca Jp Morgan Chase di Londra. Successivamente il governo nigeriano girò il denaro su un conto riferibile a Dan Etete, ex ministro dell'Energia nigeriano che viene ritenuto dalla procura il vero titolare, attraverso prestanomi, della società Malabu che detiene i diritti della concessione petrolifera.

Di questa cifra, circa 800 milioni finirono in Nigeria a Etete e a suoi parenti. Altri 200 milioni sono invece rimasti a Londra, bloccati dalle autorità giudiziarie britanniche, dopo che il mediatore di Etete, Ebeka Obi, gli ha fatto una causa civile a Londra, lamentando di non aver ricevuto dall'ex ministro il pagamento pattuito. La vicenda è divenuta di dominio pubblico proprio grazie a questa causa civile, i cui atti sono stati trasmessi alla procura di Milano.

Etete per questa vicenda è indagato per riciclaggio dagli inquirenti londinesi, ed è stato condannato sempre per riciclaggio in Francia nel 2007.

Alcune intercettazioni dell'uomo d'affari Luigi Bisignani, lungamente interrogato poi dal pm De Pasquale, nell'indagine sulla cosiddetta P4 del pm John Woodcock, acquisite dalla procura di Milano, hanno dato nuovo impulso all'indagine.

Bisignani non risulta essere indagato in questa inchiesta.

Eni nella nota, oltre ad assicurare la "massima collaborazione" alla magistratura italiana, ricorda che la concessione Opl 245 "è stata assegnata a Eni e Shell dal Governo Nigeriano nel corso del 2011. I relativi accordi sono stati conclusi da Eni, senza l'ausilio di alcun intermediario ed unicamente con il governo Federale e Shell".   Continua...