PUNTO 1-Ilva, stipendi luglio saranno pagati, premi produzione ad agosto-Gnudi

mercoledì 2 luglio 2014 19:12
 

(Aggiunge sciopero sindacati)

ROMA, 2 luglio (Reuters) - Il commissario straordinario dell'Ilva Piero Gnudi dice che, malgrado le gravi difficoltà dell'azienda, saranno regolarmente pagati gli stipendi di luglio mentre i premi di produzione finiranno nelle buste paga di agosto in attesa di trovare un nuovo azionista di maggioranza che faccia uscire l'azienda dalla situazione di stallo.

E' quanto si legge in una nota Diffusa al termine dell'incontro di oggi con i sindacati.

Le organizzazioni dei lavoratori minacciano di confermare lo sciopero proclamato congiuntamente da Fim, Fiom e Uilm per l'11 luglio qualora non vi fossero garanzie soprattutto sui premi aziendali, legati al prestito ponte da parte delle banche.

"La situazione in cui l'Ilva si trova è certamente grave ma non dobbiamo dimenticare che l'azienda è un patrimonio industriale del Paese. Nonostante le difficoltà gli stipendi di luglio saranno pagati nelle scadenze previste e sono confidente di riuscire a pagare i premi di produzione entro il mese di agosto", scrive Gnudi nella nota.

Il commissario straordinario aggiunge di confidare "nel senso di responsabilità dei sindacati e di tutte le parti coinvolte per cercare di poter superare questa difficile fase. Stiamo lavorando per individuare un nuovo azionista di maggioranza in grado di assicurare il mantenimento di tutti i posti di lavoro e il totale rispetto della normativa ambientale. Nell'attesa che i contatti in corso con diversi gruppi industriali si concretizzino stiamo continuando a trattare con le banche per l'ottenimento, anche grazie alla richiesta di introduzione di un provvedimento legislativo che preveda la prededuzione, di un prestito ponte che consentirebbe all'Ilva di far fronte ai propri impegni fino almeno alla fine del 2014".

Il prestito ponte, precisa la Fim in una nota, serve "a pagare fornitori ed eseguire interventi previsti da piano ambientale, che cumula un ritardo di oltre 3 mesi. In parallelo si sta ricercando la possibilità di utilizzare i soldi sequestrati alla famiglia Riva dalla Procura di Milano, depositati in Svizzera che ammontano ad 1,7 miliardi di euro".

"Abbiamo chiesto che fino a quando non si determineranno le condizioni per la cessione ad un nuovo socio di maggioranza, il governo predisponga un piano industriale sulla base del piano ambientale contenuto nel decreto. Inoltre per dare credibilità alla nuova governance del gruppo è utile immaginare un futuro che divida definitivamente le sorti dell'Ilva da quelle della famiglia Riva", aggiunge la Fim.

Gnudi garantisce che "ci siamo già attivati per capire la concreta possibilità di richiedere alla Procura di Milano l'utilizzo delle risorse sequestrate. Infine mi preme sottolineare che l'esecuzione del piano ambientale è, essendo già legge dello Stato, è imprescindibile sia oggi sia in futuro".   Continua...