PORTAFOGLI-Banche Europa, Allianz GI negativa, sfida è regulation non AQR

martedì 1 luglio 2014 15:23
 

MILANO, 1 luglio (Reuters) - L'asset quality review, l'esame condotto dalla Banca centrale europea per verificare la solidità patrimoniale degli istituti di credito della zona euro, non rende più appetibile il settore bancario, anzi. E la maxi multa da 6,45 miliardi di euro, accettata da Bnp Paribas per chiudere i conti con gli Stati Uniti, racconta la storia di un contesto operativo sempre più ostile per il business delle banche.

Ne è convinto Andreas Uterman, global chief investment officer di Allianz Global Investors che, salvo alcune isolate eccezioni, si tiene alla larga dai finanziari del Vecchio Continente.

"La stretta regolatoria avrà sempre più impatto sulla capacità delle banche europee di fare utili", osserva il manager.

"Il caso di Bnp Paribas dimostra che c'è un enorme rischio nel sistema".

Non solo: Uterman non si aspetta un aumento dell'erogazione di credito bancario "perchè i livelli di indebitamento del settore privato sono ancora elevati". La ripresa economica in Europa, inoltre, sarà lenta. Quindi, in un contesto dove gli istituti di credito sono "troppo numerosi", i bilanci bancari sono destinati a soffrire ancora. E l'AQR e i successivi stress test, secondo Uterman, non fanno altro che rendere più fosco lo scenario per un investitore.

"L'AQR non aumenterà il ritorno per gli azionisti ma (con gli aumenti di capitale che comporta) li diluirà comportando ritorni inferiori a vantaggio dei contribuenti", ha sottolineato.

Sono in una posizione migliore per generare ritorni per gli azionisti le banche statunitensi, "in numero inferiore e con meno vincoli", secondo il manager.

In Europa meglio scommettere sulla ristrutturazione delle banche comprando i "non performing loans", le sofferenze che alcuni gruppi bancari stanno separando dal bilancio. Un mercato che, tuttavia, non è ancora partito.

(Maria Pia Quaglia)

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