1 luglio 2014 / 10:00 / 3 anni fa

Finmeccanica, Orsi: contro di me complotto per bloccare trasparenza e rinnovamento

MILANO, 1 luglio (Reuters) - Un piano confezionato da chi in Finmeccanica voleva che permanesse malaffare e status quo.

Così oggi davanti al Tribunale di Busto Arsizio, a conclusione del dibattimento sulla presunta corruzione per l'appalto degli elicotteri all'India, l'ex AD di Finmeccanica Giuseppe Orsi, ha descritto la vicenda che lo ha condotto sul banco degli imputati per corruzione internazionale.

"Questo processo è iniziato il giorno stesso della mia nonima ad AD - ha cominciato le sue dichiarazioni spontanee Orsi - con una occulta inchiesta interna in seno a Finmeccanica quando ci si è resi conto che avrei fatto un profondo rinnovamento per la trasparenza e la pulizia interna. E' scattata una vera e propria caccia a particolari della mia vita passata di manager da distorcere per bloccare il rinnovamento".

Orsi, dopo aver ricordato che i suoi primi provvedimenti furono la chiusura di 27 consulenze esterne, la riduzione drastica delle sponsorizzazioni, il taglio dei membri esterni dei cda, la riduzione del suo stipendio del 30% come "esempio", l'ex AD ha commentato che "tutto questo ha suscitato reazioni. Le avevo messe in conto, ma non potevo immaginare di arrivare fino a qui".

Orsi ha quindi puntato il dito su Lorenzo Borgogni, l'ex responsabile relazioni esterne di Finmeccanica coinvolto nell'inchiesta e "grande accusatore" in questo filone di inchiesta, dichiarando che "nella massa delle sue falsità, ha messo insieme cose confezionate da persone che volevano il permanere dello status quo. E' una pura invenzione di Borgogni il finanziamento al partito politico [la Lega Nord, ndr] per ringraziare per la mia nomina".

L'ex Ad ha aggiunto che aveva pianificato in precednza di lasciare i suoi incarichi e dedicarsi al sociale con la moglie, ma poi arrivò la nomina che "ho accettato per spirito di servizio. E' grottesca l'ipotesi che io abbia potuto pagare chichessia per ottenere qualcosa".

Sulla vicenda della commessa indiana da 560 milioni di euro del 2010, Orsi ha dichiarato che Borgogni "non ha saputo fare altro" che il nome del consulente italoamericano residente in Svizzera Guido Ralph Haschke (che nei mesi scorsi ha patteggiato per corruzione internazionale in relazione agli elicotteri indiani). "Haschke era uomo di [l'AD di Ansaldo Energia e suo concorrente per la carica di AD Finmeccanica, Giuseppe] Zampini - ha ricordato Orsi - e fedele a lui e Borgogni. Tanto che sono testimoniati numerosi incontri far Haschke e Zampini durante le indagini preliminari".

Orsi ha quindi precisato di averlo preso come consulente, dopo molte insistenze, perché gli era stato accreditato come una persona molto competente sul mercato indiano.

Ma "i due contratti Ids, come peraltro il primo Gordian, non prevedevano alcun lavoro per l'appalto indiano. Haschke non ha fatto nulla per meritarsi un compenso ai fini dell'acquisizione del contratto degli elicotteri indiani".

La difesa sostiene che i contratti furono regolari contratti di ingegneria, l'accusa che nascondessero presunte tangenti per funzionari indiani.

A proposito del famoso incontro a Lugano nel 2011 fra Orsi, Haschke e l'altro consulente indagato, l'inglese Christian Michell, l'ex AD ha ricordato che "Michell era considerato un executive di Westland, riferimento del mondo Uk di AgustaWestland, e in quel periodo era molto irritato con Haschke che accusava di promuovere società legate a lui per i lavori di offset relativi al contratto degli elicotteri. Per questo decisi di incontrarli, per appianare i loro dissapori".

"L'incontro di Lugano non era affatto un mistero, lo sapevano tutti in azienda", ha aggiunto.

"Chi voleva dipingermi come una persona scorretta, ritengo sia stato smentito da quello che è emerso, o non è emerso, da questo processo - ha concluso il suo intervento Orsi - Sotto la mia guida AgustaWestland è diventata azienda leader di cui l'Italia dovrebbe essere orgogliosa".

"Quaranta anni di vita e di lavoro nello stesso gruppo resndono trasparenti i valori di una persona. Sono certo che non c'è una persona che mi abbia conosciuto che può credere alle parole di Borgogni e Zampini".

Sulla correttezza dei contratti di consulenza con Haschke ha insistito anche Bruno Spagnolini, ex AD di AgustaWestland e coimputato di Orsi, che nelle sue brevi dichiarazioni spontanee ha detto di essere "rimasto sorpreso nel sentirmi dire che prestazioni di Ids non fossero vere. Quei lavori di ingegneria ad AgustaWestland servivano. Se li avessimo sviluppati in casa ci sarebbero costati più del doppio".

"Non ho partecipato a riunioni finalizzate alla parte commerciale né alla predisposizione di contratti commerciali", ha poi proseguito, ricordando infine il suo atteggiamento di "massimo rispetto e collaborazione sia con la procura di Napoli [che avviò indagini] e con gli organi di vigilanza interni di Finmeccanica".

Al termine delle dichiarazioni spontanee dei due imputati (dichiarazioni che, al contrario degli interrogatori, avvengono senza che vengano poste domande), è iniziata la requistoria del pm Eugenio Fusco che impegnerà prevedibilmente un paio di udienze.

(Emilio Parodi)

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