DOSSIER-La battaglia di Renzi per ridurre la spesa pubblica

lunedì 14 luglio 2014 12:31
 

* Spending review: i tagli del 2014 scendono a 3 da 4,5 mld

* La spesa italiana vale il 51% del Pil, all'ottavo posto nella Ue

* Interessi costituiti e lobby frenano i tagli del governo

di Gavin Jones e Giuseppe Fonte

ROMA, 13 luglio (Reuters) - Lo scorso ottobre Carlo Cottarelli ha lasciato il Fondo monetario internazionale per aiutare il governo italiano in una difficile impresa: tagliare la spesa pubblica di 32 miliardi tra 2014 e 2016. Nove mesi dopo, il commissario per la spending review ha fatto pochi passi avanti.

Finora, infatti, il governo di Matteo Renzi ha ignorato le proposte più impopolari sintetizzate da Cottarelli in un piano di 72 pagine, mai pubblicato ufficialmente da Palazzo Chigi ma che Reuters ha avuto modo di leggere.

Il governo ha ridotto a 3 miliardi da 4,5 i risparmi del 2014. L'obiettivo del 2015 non è chiaro: il Documento di economia e finanza (Def) li fissa in 17 miliardi al massimo; il 18 aprile il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha parlato di 14 miliardi.

La spesa pubblica italiana assorbe il 51% del Pil ed è l'ottava più alta d'Europa. In sé questo non è un problema. Paesi come Francia e Svezia spendono di più ma riescono ad avere tassi di crescita più sostenuti.

L'Italia spende spesso male: assunzioni clientelari, carenze organizzative e forniture concordate a prezzi fuori mercato peggiorano la qualità dei servizi pubblici.   Continua...