June 27, 2014 / 6:04 PM / 3 years ago

PUNTO 2-Mps, per aumento capitale 5 mld 99,85% adesioni

5 IN. DI LETTURA

(Aggiunge dichiarazione Viola)

ROMA, 27 giugno (Reuters) - Banca Mps ha chiuso oggi sfiorando il 100% di adesioni l'aumento di capitale da 5 miliardi di euro con cui ripagherà 3,5 dei 4,1 miliardi di aiuti di Stato e si rafforzerà per l'esercizio Bce in corso.

In una nota la banca ha comunicato stasera, al termine previsto del periodo di sottoscrizione delle nuove azioni, di aver ricevuto adesioni per 4.992.056.324,00 euro che coprono il 99,85% dell'offerta.

"L'ottima riuscita dell'aumento di capitale ci consente di guardare al futuro con rinnovata energia. Questa operazione, oltre a consolidare i nostri requisiti patrimoniali, ci permetter di restituire al governo italiano circa 3,5 miliardi, comprensivi di interessi e sovrapprezzo, ovvero la gran parte dei Monti bond a suo tempo ottenuti. Un risultato positivo per Mps e per lo Stato", dice l'Ad Fabrizio Viola in una dichiarazione.

Mps ha offerto in opzione ai soci al prezzo di 1 euro, 214 nuove azioni ogni 5 possedute per raccogliere poco meno di 5 miliardi di euro. Il prezzo di sottoscrizione ha rappresentato uno sconto sul Terp (valore teorico del titolo ex diritti) del 33,5% calcolato sul prezzo di chiusura del 5 giugno e pari a circa 1,55 euro.

Anche oggi il titolo ha viaggiato poco sotto ai valori del Terp e sempre sopra il prezzo di 1 euro, chiudendo la seduta in calo dell'1,67% a 1,47 euro.

Anche nei giorni scorsi Mps è sempre stata sopra il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni e ha retto alla pressione degli arbitraggi che da mercoledì erano possibili senza necessità di prestito titoli, sottoscrivendo le nuove azioni e rivendendole sul mercato.

Il successo dell'operazione era stato preannunciato stamani dagli auspici "razionali" dell'AD Fabrizio Viola che vedeva il titolo vicino al Terp di 1,55 euro e sempre sopra il prezzo di emissione di 1 euro.

"Il razionale mi porta a dire che la quota di sottoscrizione dovrebbe essere molto alta, perché chi non sottoscrive ha una perdita secca, è matematica", ha detto Viola oggi da Pistoia, aggiungendo di sperare di poter "festeggiare" stasera la chiusura dell'aumento.

Il pieno collocamento dell'aumento, slittato a giugno per volere della Fondazione contro il piano del management di farlo a inizio anno, consente ora alla terza banca italiana di affrontare più serenamente la valutazione delle autorità di vigilanza nell'asset quality review e negli stress test a cui è sottoposta, assieme ad altre 14 banche italiane che, da novembre, passeranno sotto la supervisione del nuovo vigilante unico europeo.

Tra le avvertenze del prospetto di emissione dell'aumento, la banca chiarisce che, a valle dell'esercizio Bce, non può escludere di avere ancora necessità di ulteriori rafforzamenti di patrimonio per coprire eventuali ulteriori rettifiche su crediti. Proprio il problema della qualità del credito è stato messo in cima alla lista dei problemi della banca dallo stesso Viola nell'assemblea di bilancio a fine aprile.

"Qualora, ad esito del comprehensive assessment e, più in particolare, ad esito dell'asset quality review, condotti dalla Bce in collaborazione con la Banca d'Italia, i cui risultati non sono ancora noti alla data del prospetto, si dovessero rendere necessarie ulteriori rettifiche dei crediti, anche significative, potrebbero rendersi necessari nuovi interventi di patrimonializzazione dell'emittente", si legge nella sezione 'Avvertenza' all'inizio del prospetto.

Viola, già prima ancora che partisse l'aumento che valeva quasi il doppio della capitalizzazione preesistente, aveva detto che il successo sarebbe stato misurato dalla percentuale di inoptato. La banca ha comunque speso 260 milioni circa per garantirsi un nutrito consorzio di una ventina di banche, che hanno collocato e supportato l'operazione, guidata da Ubs.

I proventi netti che Siena pensa di incassare dall'emissione, quindi, aveva detto la banca nel prospetto, "in caso di integrale sottoscrizione della stessa, saranno pari a circa 4,74 miliardi".

Con questo aumento, secondo quanto comunicato con il rendiconto del primo trimestre, "su base pro-forma, post aumento di capitale di 5 miliardi ed assumendo il rimborso di nominali 3 miliardi di Nuovi Strumenti Finanziari [i cosiddetti Monti Bond], il coefficiente patrimoniale al 31 marzo 2014 in termini di CET1 ratio phased-in sarebbe pari a 13,3%".

Sempre con la trimestrale Mps ha comunicato di avere un CET1 phased-in al 10,8%.

Prima dell'aumento l'azionariato del Monte era già profondamente rivoluzionato rispetto a solo pochi mesi fa con la Fondazione Mps, storico azionista di riferimento, sceso a 2,5% dopo aver venduto e fatto un patto di sindacato - che raggruppa il 9% del capitale - con i due nuovi azionisti sudamericani Fintech al 4,5% e Btg con il 2,1%. Dietro di loro Axa con il 3,7% e Blackrock con 3,2% sono altri soci forti di Siena.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below