Mediatrade, difesa Berlusconi Jr: sia assolto. "Colpe padri non cadano su figli"

giovedì 26 giugno 2014 14:33
 

MILANO, 26 giugno (Reuters) - La difesa del vice-presidente di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, ne ha chiesto l'assoluzione con formula piena dall'accusa di frode fiscale relativa al consolidato del gruppo nell'ambito del processo Mediatrade.

Nella sua arringa, Niccolò Ghedini - che assieme a Filippo Dinacci difende il figlio dell'ex premier - ha fatto riferimento alla Bibbia dicendo che "le colpe dei padri non devono ricadere sui figli". Il riferimento biblico si lega al fatto che durante la requisitoria, il pm Fabio De Pasquale - che ha chiesto la condanna per Berlusconi Jr. a tre anni e due mesi - aveva detto che "il nome di Pier Silvio incarna l'eredità del padre nella vicenda dei diritti tv".

Ghedini ha citato anche il codice del sovrano babilonese Hammurabi, in cui non vi è distinzione tra dolo e colpa, affermando che nel processo Pier Silvio è accusato di frode fiscale "che è un reato che prevede il dolo e in questo caso il dolo non è dimostrato".

I testimoni ascoltati durante il processo - che potrebbe andare a sentenza il prossimo 3 luglio - hanno negato che il figlio dell'ex premier si sia occupato dell'acquisizione dei diritti tv e dei film per la società.

A metà mese la difesa del presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, anch'egli imputato nel processo, ne aveva chiesto l'assoluzione a fronte di una richiesta di condanna da parte del pm a tre anni e quattro mesi.

Oltre al figlio dell'ex premier e a Confalonieri risulta imputato con la stessa accusa, tra gli altri, anche Frank Agrama, ritenuto dagli inquirenti un socio occulto di Silvio Berlusconi.

Gli imputati hanno sempre respinto le accuse.

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