June 20, 2014 / 1:18 PM / 3 years ago

PUNTO 2-In Ue cresce sostegno a linea Italia su crescita - Padoan

5 IN. DI LETTURA

* Prossima settimana Consiglio Ue su nuovo capo Commissione Bruxelles

* Renzi sabato a Parigi per vertice leader socialisti su nomine Ue

* Italia vuole impegni precisi su bilanci per via libera a Juncker

* Valls dice che qualcosa si sta muovendo su regole deficit (Aggiorna con tentativi Gb di ritardare decisione su nomine Ue)

di Roberto Landucci e Yann Le Guernigou

LUSSEMBURGO/PARIGI, 20 giugno (Reuters) - L'Italia sta raccogliendo sostegno tra i partner dell'Ue per porre al centro del prossimo semestre europeo il tema della crescita e dell'occupazione, sfruttando gli ampi margini di manovra consentiti dalle attuali regole sui conti pubblici.

Lo ha detto oggi il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in una conferenza stampa al termine della riunione informale dell'Ecofin a Lussemburgo.

"Sto provando a costruire un clima di fiducia reciproca per parlare in modo esplicito del rilancio dell'occupazione e della crescita", ha detto il ministro, parlando degli obiettivi della presidenza italiana di turno della Ue, che inizia il prossimo primo luglio.

"Nei primi scambi bilaterali c'è sostegno alla linea della presidenza italiana".

La prossima settimana si riunisce a Bruxelles il Consiglio dei capi di Stato e di governo dell'Unione da cui si attende il nome del nuovo presidente della Commissione europea.

Il favorito è l'ex premier del Lussemburgo Jean-Claude Juncker, sostenuto dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel ma osteggiato strenuamente dal premier britannico David Cameron.

Ma fonti britanniche riferiscono che Cameron cercherà di ritardare la decisione sulle nomine, per far perdere slancio alla candidatura di Juncker.

Renzi, che dopo il successo delle europee è nella condizione di poter fare da ago della bilancia, ha condizionato il suo via libera a Juncker ad una svolta sostanziale in economia rispetto alla politica dell'austerity perseguita finora nella zona euro.

"Lasciatemelo dire", ha affermato il ministro, "il governo italiano, soprattutto dopo le elezioni europee, ha acquisito in autorevolezza...Quindi vogliamo mettere a disposizione dell'Europa questo capitale politico che è stato accumulato dall'Italia".

Padoan ha detto di non occuparsi di nomine ma ha ulteriormente chiarito le richieste che vengono da Roma.

"Il problema non è cambiare le regole, ma usare gli ampi margini che ci sono nelle attuali regole così complesse" sul deficit e il debito pubblico, ha spiegato.

"Ci sono molti spazi di manovra nell'implementazione delle regole e su questo c'è ampio accordo".

Passi in Avanti

Sabato a Parigi il presidente francese François Hollande, Matteo Renzi e altri leader del socialismo europeo cercheranno di mettere a punto una strategia comune sul futuro prossimo dell'Europa. Intanto, il premier francese Manuel Valls, in ottimi rapporti con il governo Renzi, parla di passi avanti verso una maggiore flessibilità di bilancio.

Alla radio pubblica France Inter, Valls ha detto che le regole devono essere rispettate, "ma questo significa anche che per il futuro si dovrà fare una distinzione tra valutazioni di bilancio e investimenti".

"Le cose iniziano a muoversi", ha aggiunto Valls. "C'è bisogno di una maggiore flessibilità e bene hanno fatto a dirlo sia il vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel che il premier italiano".

"Tutto questo dev'essere fatto nel rispetto dei trattati (Ue) e in concertazione tra tutti i leader", ha aggiunto Valls, alludendo alla riluttanza tedesca a prendere in considerazione qualsiasi clausola di riserva sulla riduzione del deficit pubblico.

"Si deve rispettare la posizione della cancelliera Merkel, ma oggi dobbiamo anche agire avendo in mente la crescita e l'occupazione".

Anche a Roma una fonte governativa parla di "passi in avanti" nei negoziati in corso tra le capitali europee per mettere a punto il documento programmatico del prossimo capo dell'esecutivo di Bruxelles.

I ministri dell'eurozona che si sono incontrati ieri a Lussemburgo hanno convenuto che la Ue possa accordare flessibilità sui tempi di aggiustamento dei bilanci pubblici ai paesi che adottano riforme pro crescita - ma prima devono dimostrare che gli sforzi in tal senso siano in atto.

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