Carige, titolo sotto pressione in vista aumento, cessione quota Fondazione

venerdì 6 giugno 2014 12:13
 

MILANO, 6 giugno (Reuters) - Banca Carige in deciso calo a Piazza Affari, mentre sta per entrare nel vivo una delle fasi più calde del riassetto del gruppo con l'aumento di capitale da 800 milioni in rampa di lancio e le dismissioni del pacchetto residuo del 10% circa della banca da parte della Fondazione.

Alle 12,00 circa il titolo dell'istituto genovese perde il 2,74% a 0,418 euro sopra i minimi di seduta di 0,408 euro in controtendenza con l'indice dei bancari italiani FSTE Itala All-Share, in rialzo dell'1,38%, e del paniere europeo Stoxx che sale dello 0,86%.

I volumi sono sostenuti con 14,5 milioni di pezzi trattati circa a fronte di una media giornaliera delle ultime 30 sedute di circa 19,3 milioni

A condizionare l'andamento del titolo, secondo alcuni broker, è principalmente l'avvicinarsi della partenza dell'aumento di capitale che secondo indiscrezioni stampa, avverrà con un forte sconto tra il 30 e il 40%.

Attese anche per le mosse della Fondazione per scendere al 19% dall'attuale 29,8% della banca che, nei progetti dell'ente, dovrebbe avvenire prima dell'avvio della ricapitalizzazione.

Quanto alla tempistica di quest'ultima, fonti vicine alla situazione confermano indiscrezioni stampa secondo le quali si lavora per l'avvio il 16 giugno. In questo caso è plausibile che la banca possa convocare il Cda per fissare i termini dell'operazione il 12 giugno.

Novità sul fronte della Fondazione potrebbero invece arrivare ben prima.

Per oggi pomeriggio sono stati convocati in anticipo, in seduta congiunta il consiglio di indirizzo e di amministrazione dell'ente per decidere, insieme all'advisor Banca Imi, le mossa da prendere per cedere il pacchetto di azioni residuo dopo che il 21 maggio scorso aveva collocato, attravero un 'accelerated bookbuilding', l'11% circa del capitale a un prezzo di 0,40 euro per azione.

La quota collocata è stata inferiore al 15% precedentemente annunciata dalla Fondazione concedendo agli acquirenti un forte sconto. In quell'ambito l'ente aveva assunto nei confronti dei collocatori Banca Imi e Credit Suisse l'impegno di lock-up di non vendere sul mercato per 90 giorni le azioni complessivamente detenute al termine dell'operazione.   Continua...