June 5, 2014 / 5:04 PM / 3 years ago

PUNTO 1-Ue, nomine dipendono da programmi, basta veti e diktat - Renzi

5 IN. DI LETTURA

* "Nessun candidato alla Commissione ha ottenuto una chiara maggioranza"

* "Occorre punto di intesa complessivo"

* "Italia non ha una candidatura nazionale" (Aggiunge altre dichiarazioni, contesto)

di Giuseppe Fonte e Luke Baker

ROMA/BRUXELLES, 5 giugno (Reuters) - I futuri vertici di Commissione, Consiglio e Parlamento europeo devono essere scelti sulla base della direzione che si vuole dare all'Europa e sulla base di una intesa complessiva perché le elezioni europee, nel registrare la crescita degli euroscettici, non hanno attribuito a nessuna formazione politica tradizionale una netta vittoria.

È la posizione del presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, dal primo luglio presidente di turno dell'Unione europea.

"I nomi devono essere conseguenza delle scelte che si fanno sui programmi", ha detto Renzi incontrando i cronisti al termine del G7 che, per la prima volta, si è riunito a Bruxelles e senza la partecipazione della Russia.

"Nessun candidato ha ottenuto una maggioranza e quindi occorre trovare un punto di intesa complessivo".

I commenti di Renzi mettono in dubbio che il prossimo presidente della Commissione possa essere Jean-Claude Juncker, candidato dei Popolari europei che pure sono arrivati primi alla consultazione del 25 maggio per il rinnovo dell'europarlamento, conquistando 221 seggi su 751.

Ma l'ex sindaco di Firenze prende anche le distanze da chi, come il premier britannico David Cameron, minaccia un referendum in patria sull'adesione all'Ue nel caso in cui a Juncker sia chiesto di guidare l'esecutivo di Bruxelles.

"Non è il tempo dei diktat né dei veti, ma degli accordi nel senso più nobile del termine. L'importante è che ci siano candidati e candidate in grado di rappresentare con forza e determinazione comune il nostro destino di cittadini europei", ha detto Renzi.

Le regole europee prevedono che siano i leader europei, "a maggioranza qualificata", a scegliere il nome del presidente della Commissione, "tenendo in considerazione" il risultato elettorale.

Questo significa che la Gran Bretagna non potrà bloccare Juncker a meno che non raccolga nel fronte del no all'ex premier del Lussemburgo anche un altro big tra i 28 e qualche Paese piccolo. Finora hanno espresso dubbi su Juncker Svezia, Ungheria e Olanda.

Nuova Commissione Potrebbe Non Insediarsi Prima Del 2015

La battaglia sulle nomine si annuncia una delle più dure degli ultimi anni tanto che il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, si è spinto a prevedere che la nuova Commissione, che in teoria dovrebbe sostituire la vecchia da novembre, non sarà in grado di insediarsi prima del prossimo anno.

A tenere le fila della procedura, almeno formalmente, è il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy, che potrebbe chiedere ai leader di sottoscrivere un documento sugli obiettivi da raggiungere nei prossimi cinque anni sulla base del quale scegliere poi la persona più adatta per realizzarlo.

Questo metodo renderebbe assai improbabile che al vertice di fine giugno possa essere già concordato il nome del successore di Jose Manuel Barroso.

Funzionari europei riferiscono che un accordo potrebbe essere raggiunto a inizio luglio, prima che il nuovo europarlamento tenga la sua prima sessione.

Altrimenti si potrebbe dover aspettare fino a settembre.

"L'Italia non ha un nome o una candidatura nazionale, né si attacca a scelte di natura geografica", ha proseguito Renzi.

Il segretario del Partito democratico ha ribadito che l'Italia vuole porre al centro dell'agenda europea le politiche di rilancio della crescita e ha auspicato di "vedere una donna ai vertici delle istituzioni europee".

La dichiarazione rimanda all'ipotesi di avere alla guida della Commissione l'attuale direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, già ministro delle Finanze francese sotto il governo di centrodestra di Nicolas Sarkozy, che non ha la reputazione di essere una fanatica del rigore.

Secondo quanto riferito a Reuters da due fonti francesi, sarebbe stata la cancelliera tedesca Angela Merkel a chiedere al presidente socialista francese Francois Hollande, in occasione di un recente incontro privato, se intenda proporre il capo del Fondo alla guida della Commissione. Hollande non avrebbe preso una posizione definitiva ma avrebbe osservato che sarebbe un peccato per l'Europa perdere il prestigioso posto a Washington.

Fonti italiane non ritengono che l'opzione Lagarde abbia molte chance di decollare, dal momento che sembra "una candidatura francese nata fuori dalla Francia".

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below