BORSE ASIA-PACIFICO - Indici prendono respiro dopo massimi, dollaro su

mercoledì 4 giugno 2014 08:37
 

INDICE                          ORE 8,30    VAR %   CHIUS. 2013
 MSCI ASIA-PAC.                      487,80   -0,45       468,16
 TOKYO                            15.067,96   +0,22    16.291,31
 HONG KONG                        23.147,92   -0,63    22.656,92
 SINGAPORE                         3.276,87   -0,59     3.167,43
 TAIWAN                            9.119,96   -0,04     8.611,51
 SEUL                                chiusa      --     2.011,34
 SHANGHAI COMP                     2.021,11   -0,85    2.115,978
 SYDNEY                             5.444,1   -0,65    5.352,214
 MUMBAI                           24.838,69   -0,07    21.170,68
    4 giugno (Reuters) - Le borse dell'area Asia-Pacifico sono
in calo, anche se rimangono vicine ai recenti massimi, mentre il
dollaro beneficia del rialzo dei rendimenti dei bond Usa e
l'euro è sotto pressione prima degli attesi passi della Bce per
allentare la politica monetaria.
    Intorno alle 8,30 italiane l'indice Msci dell'area
Asia-Pacifico, che non comprende Tokyo, scende
dello 0,44%.
    HONG KONG recede dai massimi degli ultimi cinque mesi,
toccati ieri, con gli investitori che optano per la presa di
profitto dopo i forti guadagni. Prada segna -0,85%.
    Maggiore il calo a SHANGHAI dove a guidare le perdite è il
settore immobiliare. La fragile domanda di nuove case in Cina
rende nervosi gli investitori che temono una flessione dei
prezzi.
    SINGAPORE è in flessione dopo che la stima Pmi dell'attività
manifatturiera della città-stato mostra un aumento a maggio, ma
ad un ritmo più lento del mese precedente.
    Piatta TAIWAN con Farglory Construction che guida
il ribasso dell'immobiliare per il secondo giorno consecutivo
sulla notizia che il suo presidente è sotto inchiesta per una
presunta corruzione. In rialzo invece sono i fornitori di Apple
dopo che il titolo del gigante Usa ha chiuso ieri a +1,41% a New
York.
    SYDNEY ha chiuso in flessione ai minimi da due settimane. A
guidare le perdite sono stati i bancari e le commodities, mentre
il prezzo del minerale di ferro continua a scendere. A parziale
compensazione, il buon andamento del Pil australiano, che cresce
del 3,5% nel primo trimestre sull'anno precedente.
    
        
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