June 3, 2014 / 5:38 PM / 3 years ago

PUNTO 2-Rai, garante: sciopero irregolare, sindacati confermano, Cisl no

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(aggiunge che Cisl non ha firmato lettera al garante)

ROMA, 3 giugno (Reuters) - L'Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali ha annunciato oggi che la protesta dei lavoratori Rai dell'11 giugno contro il taglio di fondi per 150 milioni di euro all'azienda non è regolare, ma i sindacati - tranne la Cisl - hanno confermato l'astensione dal lavoro.

In un comunicato diffuso in mattinata, l'authority ha definito "non conforme alla legge" lo sciopero, e ha invitato il vasto cartello di sindacati che l'ha proclamato ad adeguarsi per evitare sanzioni.

Secondo l'authority lo sciopero Rai avverrebbe a meno di 10 giorni di distanza da un'altra protesta, organizzata dal sindacato Usb e comunicata in precedenza.

L'Unione sindacale di base ha proclamato per il 19 giugno uno sciopero generale del pubblico impiego, che riguarda anche le aziende a capitale pubblico-misto o appaltatrici di servizi pubblici, qual è il caso della Rai.

Ma nel pomeriggio i sindacati, Cgil in testa, hanno scritto all'authority confermando lo sciopero "per l'intera durata di ciascun turno di lavoro, su tutto il territorio nazionale".

Nella lettera, i sindacati hanno scritto che "non risulta alle predette organizzazioni che la sigla Usb abbia una consistenza rappresentativa tale da integrare, nella successione degli scioperi dei giorni 11 e 19 giugno, la violazione di cui all'articolo 2, comma 2 della legge 146/1990", respingendo dunque le motivazioni del "no" del garante.

La missiva non è stata però firmata dalla Cisl che, in un comunicato ha anche annunciato di non aderire allo sciopero, ma di voler aprire invece "il dialogo sul futuro dell'azienda".

Cgil: Per La Rai "Un Pacco" Dal Governo

Sempre oggi, intanto, i sindacati hanno tenuto una conferenza stampa in un teatro della Capitale utilizzato per spettacoli Rai per protestare contro il taglio di fondi per l'azienda pubblica radio-tv e sostenere le ragioni dello sciopero.

"Nessuna azienda vive del fatto che l'unica logica sia quella di tagliare", ha detto il segretario della Cgil Susanna Camusso, che ha aggiunto: "La nostra preoccupazione è che il decreto porti un 'pacco' per la Rai".

Il decreto in questione è quello che consente una riduzione dell'Irpef nelle buste paga dei lavoratori con redditi medi e bassi, finanziato anche con tagli alla spesa tra cui quello sul finanziamento statale alla Rai.

Nei giorni scorsi i vertici dell'azienda pubblica hanno scritto al governo affermando che il taglio avrà per effetto un buco nel bilancio 2014 da 160 milioni di euro. Il dg Luigi Gubitosi, durante un'audizione presso la Commissione parlamentare di controllo sulla Rai, ha detto che occorre "ridefinire i livelli occupazionali" della società.

Il bilancio 2013 dell'azienda ha chiuso in attivo di 5 milioni di euro, dopo la perdita di 244 milioni dell'esercizio 2012.

Il 2014 era previsto già come "un anno difficile" da Gubitosi prima dell'annuncio del taglio, a causa del costo dei mondiali di calcio in Brasile (100 milioni di euro di diritti, più i costi operativi) e delle spese di trasformazione tecnologica, ma anche per il mancato adeguamento del canone.

L'evasione del canone, secondo i dati Rai, è attualmente del 27%.

Nelle settimane scorse, l'azienda ha avviato le procedure per la vendita di una quota minoritaria di RaiWay, la società controllata che gestisce le torri di trasmissione del segnale radiotelevisivo. La scorsa settimana Gubitosi ha parlato del possibile collocamento in borsa di RaiWay entro fine anno.

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