PUNTO 1-Bpm, Cdg esamina dossier rimozione add-on, piano Ad rispettato

martedì 3 giugno 2014 19:35
 

(Riscrive parzialmente, cambia titolo)

MILANO, 3 giugno (Reuters) - Il consiglio di gestione di Pop Milano ha esaminato oggi i dossier che dovrebbero portare nei prossimi giorni a presentare alla Banca d'Italia la richiesta di rimozione degli add-on che assorbono molto capitale.

Come nelle attese, e ribadito più volte dall'Ad Giuseppe Castagna, le procedure finalizzate alla rimozione dei requisiti prudenziali aggiuntivi imposti dalla Vigilanza nel 2011 sono state avviate subito dopo la conclusione aumento di capitale da 500 milioni portato a casa con successo nei giorni scorsi dall'istituto milanese.

Secondo quanto spiegano fonti vicine alla situazione, "oggi il consiglio di gestione ha analizzato la documentazione che nei prossimi giorni dovrebbe essere inviata alla Banca d'Italia".

Lo stesso presidente del Cdg, Mario Anolli, confermando che oggi il Cdg si è riunito sul tema, ha sottolineato che Bpm ha rispettato in pieno il programma presentato da Giuseppe Castagna che, tra i suoi punti principali prevede la rimozione degli 'add-on' dopo la ricapitalizzazione.

"Il consiglio c'è stato, il programma presentato da Castagna viene in pieno rispettato", ha detto Anolli a margine di un convegno rispondendo alla domanda se il Cdg di oggi avesse avviato l'iter per la richiesta di rimozione dei filtri aggiuntivi sul capitale.

Come aveva spiegato l'Ad nel corso della ultima conference call sui risultati del primo trimestre, Pop Milano aveva già concordato con la Banca d'Italia l'avvio della procedura di revisione degli add-on immediatamente dopo l'aumento di capitale.

Si tratta, nel dettglio, di corpose documentazioni relative a tre tipologie di rischi: operativi, legati ai collaterali e all'eccessiva esposizione verso il settore immobiliare.

Complessivamente, post aumento di capitale, gli add-on valgono 8,1 miliardi di euro con un un impatto un impatto negativo di 170-180 punti base sul Common Equity Tier 1 che a fine marzo si attestava al 7,3%.   Continua...