Sorgenia, si tratta su modalità cessione asset, attesa conti Cir

martedì 3 giugno 2014 15:24
 

MILANO, 3 giugno (Reuters) - A due giorni dal Cda della Cir , chiamato ad approvare il bilancio 2013 e il primo trimestre, sono proseguite anche oggi le trattative fra le 19 banche creditrici e gli adviser di Sorgenia per finalizzare un accordo sulla ristrutturazione del debito - 1,9 miliardi di euro - della società produttrice e ditributrice di energia elettrica e gas in crisi di liquidità.

Il punto ancora in discussione è legato al cosiddetto "earn out", ovvero la valorizzazione riconosciuta ai due soci, Cir e l'austriaca Verbund, in relazione alla possibile cessione di asset di Sorgenia - essenzialmente centrali termoelettriche attualmente in profonda crisi a causa del calo dei consumi - e dopo il rimborso del debito bancario.

"Le banche lo vorrebbero più contenuto e per un periodo più limitato, i soci puntano invece a una plusvalenza maggiore in un periodo più lungo, oltre cinque anni", spiega a Reuters una fonte vicina al dossier. Una seconda fonte vicina alla situazione esclude invece un earn out oltre i due anni.

Il negoziato attuale verte pertanto sulla tempistica e sull'ammontare dell'eventuale plusvalenza. Verbund ha svalutato a zero la propria partecipazione del 46% in Sorgenia, mentre anche Cir, che detiene il 53% circa, potrebbe fare altrettanto in occasione dei conti.

"L'obiettivo delle banche è di uscire quanto prima in un arco temporale ragionevole", sottolinea un'altra fonte che dà conto di un vertice stamane fra alcuni istituti bancari in video conference.

Per il resto l'impianto del piano è sempre lo stesso: abbattere il debito attuale di 600 milioni. Di questi, 400 verranno da un aumento di capitale riservato alle banche con conversione dei crediti in azioni, 200 dall'emissione di un convertendo da 200 milioni, oltre a nuova finanza per 256 milioni. In caso di non partecipazione da parte degli attuali azionisti, Cir e Verbund, vedrebbero ridurre la lora quota al 2% in Sorgenia. In una fase iniziale della trattativa, la Cir si era detta disponibile a mettere 100 milioni, ma le banche hanno sempre chiesto uno sforzo in più con una quota di almeno 150 milioni.

La Borsa fiuta l'accordo e da ieri è tornata a premiare il titolo Cir che oggi è poco mosso dopo lo strappo al rialzo di ieri. In un report Intermonte rileva che "anche se improbabile, non si può escludere che una chiusura almeno parziale della trattativa si realizzi entro il 5 di giugno, il giorno in cui si terrà la riunione del Cda di Cir".

(Giancarlo Navach)   Continua...