3 giugno 2014 / 10:19 / tra 3 anni

PUNTO 3-Italia, disoccupazione resta vicino record con ripresa debole

* Ad aprile tasso disoccupazione al 12,6%, giovanile al 43,3%, massimo dal 1977

* Per Poletti obiettivo è un cambio di segno a fine anno

* Debolezza mercato del lavoro va di pari passo con fragilità ripresa (Aggiunge ulteriore commento, dati attuazione Garanzia Giovani)

di Elvira Pollina

MILANO/ROMA, 3 giugno (Reuters) - Ancora numeri poco confortanti sul fronte del mercato del lavoro italiano, con il tasso di disoccupazione che ad aprile resta vicino ai massimi degli ultimi 37 anni, mentre cala ulteriormente il numero degli occupati a conferma della fragilità di un‘economia che fatica a riprendersi da un biennio di recessione.

Il tasso di disoccupazione secondo quanto comunicato stamane da Istat, è rimasto al 12,6% invariato da marzo.

Quest‘ultimo è stato rivisto al ribasso dal 12,7% iniziale. Le stime Reuters per aprile erano per una conferma di tale livello, segnato nei primi due mesi dell‘anno, che rappresenta il massimo storico.

Nell‘intera zona euro, sempre ad aprile, il tasso di disoccupazione è lievemente calato all‘11,7 da 11,8%.

“Non siamo ancora entrati in uno stadio in cui l‘economia italiana è in grado di creare stabilmente posti di lavoro”, commenta Paolo Pizzoli, economista di Ing, sottolineando come il tasso di occupazione registri una contrazione (-0,2% su mese), che annulla l‘incremento registrato a marzo, il primo da giugno 2013.

“Quell‘aumento era un potenziale segnale di miglioramento. I dati di oggi ci dicono, invece, che siamo in una fase di transizione, coerente con un quadro di ripresa stagnante”, prosegue.

Su base mensile, il numero dei disoccupati, pari a 3,216 milioni, diminuisce in termini congiunturali (-0,4%) ma d‘altra parte, gli inattivi, ovvero di quanti si collocano fuori dal mercato del lavoro, aumentano di 0,6%.

“In buona sostanza, il calo dei disoccupati è da imputare all‘incremento degli inattivi”, rileva Pizzoli.

L‘economia italiana, che aveva interrotto un ciclo negativo durato un biennio nell‘ultima parte del 2013, ha rivisto comparire il segno meno (-0,1%) davanti ai numeri del Pil del primo trimestre. Istat si aspetta che nei mesi primaverili torni una crescita nell‘ordine dello 0,1-0,4%.

“I numeri della disoccupazione rispecchiano il quadro economico di fondo: la ripresa stenta, e il mercato del lavoro, che risponde in maniera ritardata al ciclo, non dà segnali di chiara inversione di trend”, prosegue l‘analista.

Nella fascia di età tra i 15 ei 24 anni, il tasso di disoccupazione, ovvero l‘incidenza dei giovani disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, sale al 43,3% rispetto al 42,9% (rivisto da 42,7%) di marzo.

Si tratta, precisa Istat, del valore più alto sia dall‘inizio delle serie storiche mensili (2004) che dall‘inizio delle serie storiche trimestrali (primo trimestre 1977).

Intanto, dal monitoraggio condotto da Adapt (Associazione per gli studi internazionali e comparati sul diritto del lavoro e sulle relazioni industriali) emerge che un generale ritardo nell‘attuazione del piano Garanzia Giovani.

Alla fine di maggio, oltre alla provincia autonoma di Trento, soltanto sette regioni italiani hanno completato le necessarie procedure attivando il portale di registrazione che consente di aderire al piano evolto a favorire l‘inserimento lavorativo rivolto ai giovani tra 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano.

GOVERNO PUNTA A INVERSIONE TREND A FINE ANNO

Sul fronte dell‘occupazione, il governo guidato da Matteo Renzi, reduce dalla forte affermazione registrata dal Pd alle Europee, ha varato un primo pacchetto di misure, che rende meno rigida la normativa per il rinnovo dei contratti a termine, e sta mettendo a punto una riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali.

Contestualmente ai numeri mensili, Istat ha diffuso i dati relativi al primo trimestre: il tasso di disoccupazione si attesta al 13,6% e arriva al 46% per i 15-24enni, in entrambi i casi massimo storico dal primo trimestre 1977.

Si tratta di dati non destagionalizzati, dunque non raffrontabili con quelli mensili destagionalizzati, sottolinea Istat.

Nel primi tre mesi dell‘anno, comunque, si è quantomeno attenuato il calo tendenziale dell‘occupazione, che passa da -1,7% di fine 2013 a -0,9% ed è il dato migliore da cinque trimestri, rileva Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo, sottolineando come stia diventando meno negativa la tendenza dell‘occupazione nell‘industria.

“L‘obiettivo è procedere per produrre un cambio di segno a fine anno. Tenete conto che parliamo degli esiti del trimestre in cui il Pil è sceso dello 0,1%”, ha dichiarato il ministro del lavoro Giuliano Poletti, a margine di un convegno a Milano.

All‘indomani dei rilievi della Ue sui conti pubblici, Poletti ha inoltre ribadito la posizione del governo, secondo cui l‘Italia non ha bisogno di una nuova manovra.

Intervento che, in questa situazione, commenta in una nota il capo economista di Nomisma Sergio De Nardis, “avrebbe effetti di peggioramento delle tendenze in atto”.

- ha collaborato Antonella Cinelli

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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