30 maggio 2014 / 12:12 / 3 anni fa

Rai, sindacati proclamano sciopero 11 giugno contro tagli governo

ROMA, 30 maggio (Reuters) - Un ampio cartello di sindacati ha proclamato uno sciopero dei dipendenti Rai per l'11 giugno, per protestare contro il taglio di fondi all'emittente pubblica da 150 milioni di euro deciso dal governo.

"Le Segreterie Nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind Conf Sal e Usigrai indicono una giornata di sciopero con manifestazione a Roma per tutti i dipendenti del gruppo Rai per il giorno 11 giugno 2014 contro il taglio di 150 milioni previsto dal Dl. 66/2014, che mostra evidenti profili di incostituzionalità, dice un comunicato diffuso dalla Cgil.

Secondo il sindacato il taglio "non colpisce gli sprechi ma i posti di lavoro, creando le condizioni per lo smantellamento delle sedi regionali e ancor peggio per la svendita di RaiWay alla vigilia del 2016 (data in cui dovrà essere rinnovata la concessione per il servizio pubblico), lasciando intravedere inquietanti ritorni a un passato fatto di conflitti di interessi e invasione di campo dei partiti e dei governi".

Il 3 giugno, a Roma, Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil) terranno una conferenza stampa sulla vicenda Rai.

Nei giorni scorsi i vertici dell'azienda pubblica hanno scritto al governo affermando che il taglio avrà per effetto un buco nel bilancio 2014 da 160 milioni di euro. E ieri, il dg Luigi Gubitosi,durante un'audizione presso la Commissione parlamentare di controllo sulla Rai, ha detto che occorre "ridefinire i livelli occupazionali" della società.

Il decreto che riduce di 80 euro al mese l'Irpef ai lavoratori con redditi medi e bassi prevede, tra le varie misure che lo finanziano, anche un risparmio del finanziamento Rai di 150 milioni di euro.

Il bilancio 2013 dell'azienda ha chiuso in attivo di 5 milioni di euro, dopo la perdita di 244 milioni dell'esercizio 2012.

Il 2014 era previsto già come "un anno difficile" dal dg della Rai Luigi Gubitosi prima dell'annuncio del taglio, a causa del costo dei mondiali di calcio in Brasile (100 milioni di euro di diritti, più i costi operativi) e delle spese di trasformazione tecnologica, ma anche per il mancato adeguamento del canone.

L'evasione del canone, secondo i dati Rai, è attualmente del 27%.

Nelle settimane scorse, l'azienda ha avviato le procedure per la vendita di una quota minoritaria di RaiWay, la società controllata che gestisce le torri di trasmissione del segnale radiotelevisivo. Ieri, Gubitosi, ha parlato del possibile collocamento in borsa della controllata entro fine anno.

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