PUNTO 1-Fitch, vittoria Renzi a Europee positiva per rating

mercoledì 28 maggio 2014 15:19
 

(Aggiunge altre citazioni da nota Fitch)

ROMA, 28 maggio (Reuters) - La decisa vittoria riportata dal Partito democratico alle Europee è una buona notizia per l'Italia perché rilancia la leadership di Matteo Renzi e il suo programma di riforme.

E' quanto scrive l'agenzia di rating Fitch in una nota di commento sulle elezioni di domenica scorsa.

"In Italia, il risultato del Pd di Matteo Renzi è stato straordinariamente forte (41% dei voti), al termine di una campagna elettorale combattuta soprattutto sui temi delle riforme e della partecipazione dell'Italia all'euro. La netta affermazione elettorale del Pd rispetto a M5s e Forza Italia rafforza il mandato di Renzi. Consideriamo questo un elemento positivo per il merito di credito poichè dovrebbe dare maggiore spinta all'agenda economica" fissata dal premier.

Fitch ritiene che complessivamente dalle Europee sia arrivato un messaggio di incoraggiamento ai governi dei Paesi periferici a proseguire sulla strada delle riforme.

In Spagna, il Partito popolare del primo ministro Mariano Rajoy ha raccolto il 26% dei voti contro il 23% dei Socialisti all'opposizione. "Questo risultato colpisce perché il Pp è al potere dal 2011 e ha attuato una drastica stretta di bilancio nonchè riforme politicamente delicate", scrivono gli analisti di Fitch.

Sia in Grecia sia in Portogallo il partito di governo ha perso circa quattro punti percentuali a favore del principale partito di opposizione. "Considerando le dimensioni delle misure di austerity imposte dai programmi di salvataggio, questi risultati mostrano che non c'è stato un vasto movimento elettorale contro le riforme economiche".

"Nonostante rimangano in tutti e quattro i Paesi [Italia, Spagna, Grecia e Portogallo] rischi di instabilità politica, le elezioni supportano la nostra opinione che questi governi continueranno ad applicare politiche economiche e fiscali sostenibili", aggiungono gli economisti dell'agenzia di rating.

"In ogni caso, anche con una forte disciplina di bilancio la maggioranza dei Paesi della zona euro avrà difficoltà a ridurre in modo significativo il debito pubblico nei prossimi dieci anni senza un ritorno a livelli soddisfacenti di crescita economica".

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