Unipolsai, ex commissario Pezzinga accusa vertice Consob di condotta pro Unipol

lunedì 26 maggio 2014 22:27
 

MILANO, 26 maggio (Reuters) - Le accuse più dirette di inerzia e di un atteggiamento favorevole a Unipol da parte di Consob nella valutazione dei concambi che hanno portato alla fusione a quattro fra Unipol Assicurazioni, Milano assicurazioni, Premafin e Fonsai, arrivano da Michele Pezzinga, commissario Consob sino al 16 dicembre 2013, che punta il dito sul presidente Giuseppe Vegas, sul numero due Gaetano Caputi e sul capo della Divisione Informazioni Emittenti (Die) Angelo Apponi.

Lo si evince dal decreto di perquisizione del 22 maggio a carico di Unipolsai, letto da Reuters, nell'ambito dell'inchiesta che vede fra gli indagati per aggiotaggio il numero uno della società Carlo Cimbri.

Non è stato possibile al momento ottenere un commento da Consob né dagli interessati.

Nel decreto di perquisizione firmato dal pm milanese Luigi Orsi - che ipotizza irregolarità nella definizione dei concambi fissati per l'operazione perfezionata il 6 gennaio dopo un iter durato oltre due anni - hanno una parte centrale le dichiarazioni messe a verbale da Pezzinga davanti al magistrato. L'ex commissario ha anche prodotto le sue verbalizzazioni in occasione della seduta di Consob del 13 dicembre 2013, quando, con il voto decisivo di Vegas, quello contrario di Pezzinga e l'astensione del commissario Paolo Troiano, la Commissione adottò la delibera sulla valorizzione dei prodotti strutturati Unipol - essenziali per la valutazione dell'intera società - non chiedendo correzioni. La Commissione ha dunque fatto sue le valutazioni più favorevoli della Die di Apponi, non accogliendo invece i riscontri dell'Ufficio Analisi Quantitative Consob guidato da Marcello Minenna, che aveva evidenziato, si legge nel decreto, "un differenziale negativo di fair value rispetto ai valori comunicati da Unipol che si colloca fra i 592 e i 647 milioni di euro".

"Tutte le giustificazioni presentate dal dott. Apponi nella sua relazione, che in larga misura riprendono quelle già addotte da Unipol a difesa del suo operato, non mi sembrano conferenti. - sono le parole di Pezzinga riportate dal decreto di perquisizione - Detto in breve, mi appare risibile che un investitore professionale quale Unipol decida di sottoscrivere un'intera emissione per 350 milioni di euro nominali, le attribuisca in seguito un valore di bilancio vicino al mezzo miliardo di euro e affermi di non averne capito o conosciuto le caratteristiche o la struttura fino a quando anni dopo Barclays non le ha trasmesso apposita documentazione aggiuntiva, peraltro priva di novità sostanziali circa la valutazione attribuita al titolo in questione o le informazioni sulla sua struttura".

"Vorrei lasciare a verbale anche tutto il mio più vivo disappunto - prosegue l'ex commissario - per le modalità con cui è stata coordinata, da parte del Direttore Generale, l'istruttoria in questione, con il supporto determinante del dott. Apponi, e per i tempi biblici di attesa di questa relazione in Commissione".

"L'aspetto sconcertante della vicenda è che non fummo mai coinvolti nella soluzione di questo dilemma su durata e utilità di un'analisi completa del portafoglio in questione, né circa l'individuazione di modalità differenti e sicuramente più efficaci per proseguire l'istruttoria, con il risultato che il lavoro si protrasse in tempi non compatibili con le finalità per le quali era stato richiesto dalla Commissione ed erano state inoltrate richieste informative da parte di Ivass e Procura".

"Quando, esasperato perché il Collegio nulla sapeva delle richieste informative inviateci dalla Procura di Milano e di cui parlavano alcuni giornali, né delle risposte che avremmo fornito, chiesi e ottenni copia di tale carteggio, notai che anche nella risposta inviata alla Procura dal nostro Presidente in data 15 maggio 2013 si affermava che erano 'in corso ulteriori accertamenti sull'intero portafoglio strutturati di UGF alle date del 31 dicembre 2011 e 30 giugno 2012 al fine di verificare il pricing dei titoli alle suddette date' e che si faceva 'riserva di comunicare a codesto Ufficio di Procura eventuali ulteriori dati e notizie'. Nulla di concreto venne dunque trasmesso a quella data e forse nemmeno in seguito".

"Vorrei invece sottolineare quanto sia anomalo, nell'ambito del corretto funzionamento dell'organo collegiale, non portare all'attenzione dei Commissari una corrispondenza così delicata, al fine di metterli nelle condizioni di valutare e decidere che tipo di riscontri fornire alle richieste di collaborazione provenienti da altre Autorità Amministrative o dall'Autorità Giudiziaria".   Continua...