Natuzzi, newco rinuncia, si cercano soluzioni - Mise

lunedì 26 maggio 2014 15:42
 

ROMA, 26 maggio (Reuters) - Proseguono le trattative su Natuzzi dopo la rinuncia dell'imprenditore che avrebbe dovuto riportare in Italia alcune delle produzioni romene dell'azienda dei divani e scongiurare licenziamenti alla scadenza della cassa integrazione a metà ottobre.

Lo rende noto un comunicato del ministero dello Sviluppo economico, che sta gestendo la vertenza.

In un incontro recente, spiega il Mise, l'azienda "ha comunicato che, dopo la rinuncia dell'imprenditore individuato per l'avvio delle produzioni oggi eseguite in Romania, sono a buon punto i colloqui con altri due imprenditori" che dovrebbero occupare fino a 75 persone a fronte delle 100-120 della newco che si è ritirata.

"Si prevede che già nei prossimi giorni si possano fare importanti passi in avanti. È stata anche confermata l'intenzione di trasferire attività e lavoratori entro la scadenza prevista dall'accordo, cioè ottobre prossimo", prosegue il ministero.

Nonostante l'ottimismo del ministero, resta dunque in salita la ricerca di una soluzione per gli stabilimenti di Natuzzi che scongiuri il licenziamento di circa 1.500 persone da parte dell'azienda pugliese dell'imbottito.

Ai primi di maggio i sindacati avevano annunciato la costituzione della prima newco destinata ad assumere un centinaio di dipendenti della Natuzzi in esubero con l'obiettivo di produrre 130.000 sedute l'anno riportando in Italia alcune delle attività romene del gruppo.

La costituzione di alcune newco sul territorio pugliese nelle quali trasferire parte della produzione romena è parte dell'accordo siglato lo scorso ottobre con i sindacati che ha consentito di ridurre gli esuberi da circa 1.700 a 1.506.

Per queste persone fino a metà ottobre 2014 è stata prorogata la cassa integrazione straordinaria con l'auspicio di poterle assorbire.

Seicento lavoratori dovrebbero andare in mobilità volontaria e 500 (che diventeranno 700 dal 2018) dovrebbero lavorare nelle nuove società. Altri 150 circa dovrebbero invece essere assunti in società esistenti sul territorio, grazie ai fondi stanziati con l'accordo di programma da 100 milioni di euro per Puglia e Basilicata.

La soluzione è ancora lontana. La prossima riunione è convocata per l'11 giugno al ministero dello Sviluppo.

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