PUNTO 2-Electrolux, lavoratori dicono sì ad accordo in referendum

giovedì 22 maggio 2014 19:11
 

(Aggiunge commento sottosegretario)

ROMA, 22 maggio (Reuters) - I dipendenti del gruppo Electrolux hanno approvato oggi, con l'83% dei voti, il referendum sull'accordo tra azienda, sindacati e governo, riferisce oggi la Fim Cisl.

"Su un totale di 4.141 dipendenti tra operai ed impiegati presenti in azienda ed aventi diritto a votare, hanno partecipato al referendum in 3.368, esprimendo un parere favorevole all'accordo nella misura del 83,3%. In particolare i lavoratori che si sono espressi per il sì a Forlì sono stati il 74%, a Solaro l'84%, a Susegana l'81% a Porcia il 79%", dice una nota del sindacato metalmeccanico.

"Grande soddisfazione per la risposta positiva dei lavoratori all'intesa per la soluzione della crisi", ha detto il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova.

Per l'Ad Ernesto Ferrario "i lavoratori di Porcia, Susegana, Forlì e Solaro hanno con estrema chiarezza mostrato la loro approvazione per l'accordo raggiunto. Sono convinto che sia un segno importante di fiducia nell'impegno di un'azienda che investe importanti risorse nelle sue fabbriche in Italia in un momento così difficile di mercato, dando respiro e continuità a tutte le produzioni italiane".

"L'esito positivo della vertenza rappresenta una notizia positiva per l'intero mondo del lavoro, per il carattere sistemico e simbolico che ha assunto sin dall'inizio: preservando sia l'occupazione sia il salario, i dipendenti di Electrolux hanno dimostrato che, nonostante la crisi, i lavoratori italiani sono ancora pronti a battersi", ha commentato Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm del settore degli elettrodomestici.

L'accordo, che è stato raggiunto la settimana scorsa dopo circa quattro mesi di trattativa, prevede di mantenere in attività i quattro siti italiani senza licenziamenti almeno fino al 2017 - anche con l'utilizzo dei contratti di solidarietà - riducendo al contempo il costo del lavoro.

L'intesa prevede anche il taglio del 60% dei permessi sindacali dal primo gennaio 2015.

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