Finmeccanica, avv.Amodio: accusa non provata. Difesa rinuncia a ministro uscente India

mercoledì 21 maggio 2014 19:35
 

BUSTO ARSIZIO, 21 maggio (Reuters) - Al processo in corso al Tribunale di Busto Arsizio sulle presunte tangenti per l'appalto degli elicotteri AgustaWestland all'India nel 2010, l'avvocato Ennio Amodio, difensore dell'ex AD Finmeccanica Giuseppe Orsi, ritiene che dal dibattimento non sia emersa alcuna prova a sostegno dell'accusa.

"In primo luogo non c'è alcuna prova di un pagamento da AgustaWesland a (il consulente Guido Ralph) Haschke per arrivare a esponenti del governo indiano - ha detto il professor Amodio al termine dell'udienza di oggi - In secondo luogo non è stato affatto provato che ci sia stata una qualche interferenza nella gara d'appalto per far vincere AgustaWestland".

"Terzo - ha proseguito - anche gli incontri di (l'allora capo di stato maggiore indiano Sashi) Tiagy con la società italiana rientrano nella prassi delle visite che i responsabili militari non solo possono ma devono fare per valutare le caratteristiche delle macchine da selezionare".

Al termine dell'udienza, le difese hanno infine rinunciato a convocare la maggior parte dei loro testi rimasti e già autorizzati. In particolare l'avvocato Massimo Bassi, difensore dell'ex AD di AgustaWestland Bruno Spagnolini, ha rinunciato ad ascoltare il ministro della Difesa indiano uscente AK Antony, inserito nella lista testi dal Tribunale.

Amodio ha sottolineato che il quadro da lui descritto emerge dalle testimonianze dei testi e dei consulenti della difesa, in particolare il professor Stefano Sandri, ex direttore della ricerca del centro militare studi strategici del ministero della Difesa, e dal generale Leonardo Tricarico, ex capo di stato maggiore dell'Aeronautica italiana, ascoltato nella scorsa udienza.

"Emerge (dai testimoni)con una perfetta coincidenza che la scelta dei velivoli spetta all'utilizzatore finale, cioè al livello politico, al governo, e non ai vertici militari", ha spiegato Amodio.

Il generale Tricarico, già consigliere militare dei governi D'Alema, Amato e Berlusconi, nella scorsa udienza aveva avvalorato questa tesi.

L'ex capo di stato maggiore - presidente della Fondazione Icsa, costituita con il senatore Ncd Paolo Naccarato, eletto con la Lega Nord, e con lo scomparso ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga - rispondendo al pm Eugenio Fusco che gli sottoponeva una sua intercettazione telefonica con Orsi, ha rievocato poi a sorpresa un viaggio in Libia effettuato il 24 novembre 2011 con un volo ad hoc insieme a dirigenti Finmeccanica, nella veste proprio di consulente della società italiana.

"C'era stata la primavera araba, e il mio compito era verificare i confini marittimi e terrestri libici nell'interesse di Finmeccanica", aveva spiegato il generale. Che però, alla domanda del magistrato se fosse presente sul volo qualcuno del ministero dell'Interno italiano, ha risposto: "Non ricordo", precisando di avere una memoria selettiva e di dimenticare le cose che non lo interessano.   Continua...