PUNTO 1-Electrolux, firmato accordo che salva siti e lavoro fino a 2017

mercoledì 14 maggio 2014 19:30
 

(Cambia titolo e lead con annuncio accordo, aggiunge commenti)
    di Francesca Piscioneri
    ROMA, 14 maggio (Reuters) - E' Stato raggiunto stasera, dopo
circa quattro mesi di complessa trattativa, l'accordo su
Electrolux che consente di mantenere in attività i quattro siti
italiani senza licenziamenti, almeno fino al 2017, riducendo al
contempo il costo del lavoro come chiesto dalla multinazionale
svedese degli elettrodomestici.
    Lo hanno annunciato stasera le parti al termine della
riunione al ministero dello Sviluppo economico tra governo,
sindacati, azienda e Regioni interessate.
    I punti chiave sono: 
    * nessuna chiusura dei quattro stabilimenti di Porcia (in
Friuli, quello che inizialmente rischiava di essere chiuso per
la crisi nel segmento lavatrici), Forlì (Emilia-Romagna), Solaro
(Lombardia) e Susegana (Veneto) grazie a un piano industriale
complessivo di 150 milioni di euro di investimenti nel periodo
2014-2017;
    * nessun licenziamento, grazie al ricorso ai contratti di
solidarietà nelle fabbriche, alla cassa integrazione
straordinaria in alcune aree impiegatizie ed alle uscite
incentivate volontarie o finalizzate alla pensione che
dovrebbero consentire di assorbire nel triennio gli 800 esuberi
potenziali; 
    * mantenimento integrale del salario e delle pause per
effetti stancanti e per necessità fisiologiche, con la riduzione
della sola pausa aggiuntiva di Porcia che passa da 10 a 5
minuti; per il sito friulano c'è l'impegno dell'azienda al
riassorbimento di 150 esuberi, attraverso iniziative interne e
l'intervento di un imprenditore intenzionato a insediarsi nelle
aree dismesse del sito;
    * previsione di alcuni incrementi di gettito produttivo
negli altri tre siti, ma con l'impegno aziendale a tutelare
salute e sicurezza; 
    * taglio del 60% dei permessi sindacali dal 1° gennaio 2015,
ma mantenimento delle ore di assemblea sindacale.
    
    AD ELECTROLUX ITALIA RINGRAZIA SINDACATI
    L'amministratore delegato di Electrolux Italia, Ernesto
Ferrario, ringrazia governo e Regioni per il ruolo di 
mediazione e per gli interventi legislativi e "i rappresentanti
dei lavoratori che, malgrado il confronto sia stato a tratti
anche duro, hanno mostrato senso di responsabilità". 
    Il manager avverte però che "il mercato resta ancora molto
volatile e difficilmente prevedibile, con alternanza di segnali
con segno più e altri con segno meno". 
    Il governo ha ripristinato con il decreto lavoro la
decontribuzione (pari al 35%) a favore delle imprese che
ricorrono ai contratti di solidarietà, come Electrolux. E ha
stanziato 15 milioni annui per sostenere questa tipologia
contrattuale. Il Friuli Venezia Giulia ha garantito invece un
taglio dell'Irap. 
    Domani, alle ore 15, a Palazzo Chigi è prevista la firma
ufficiale alla presenza del capo del governo, Matteo Renzi.
    A seguire ci saranno le assemblee dei lavoratori poi il
referendum sull'intesa che si chiuderà entro il 22 maggio.
    La complicata vertenza si è aperta a fine gennaio quando
Electrolux aveva annunciato un taglio dei salari tra i circa
6.000 dipendenti italiani, oltre 1.000 esuberi e la chiusura di
Porcia con l'obiettivo di tagliare il costo del lavoro di 3 euro
all'ora e renderlo più vicino a quello dell'Est Europa, pena la
delocalizzazione in Polonia di alcune produzioni.
    Come raramente succede, l'accordo ha provocato soddisfazione
unanime da parte di tutti i sindacati - Fiom, Fim e Uilm - delle
Regioni - 'mai firmato un accordo così volentieri', tweetta il
presidente del Veneto, Luca Zaia - e del governo.
    (Francesca Piscioneri)
    
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