Mediatrade, mai occupato di diritti tv, solo programmazione - Pier Silvio Berlusconi

giovedì 8 maggio 2014 15:12
 

MILANO, 8 maggio (Reuters) - Il vice presidente di Mediaset e presidente di Rti Pier Silvio Berlusconi, nel suo interrogatorio in aula nell'ambito del processo Mediatrade in cui è imputato per frode fiscale insieme - tra gli altri - a Fedele Confalonieri e Frank Agrama, ha detto oggi di non essersi mai occupato dell'acquisto di diritti tv e di essere responsabile di fatto della programmazione e degli ascolti delle tv del Biscione.

In una deposizione fatta di numerosi "non ricordo" relativamente ad assetti e fatti avvenuti nei primi anni 90, quando era poco più che adolescente, Berlusconi jr ha inoltre chiarito di aver incontrato solo una volta ad una festa Agrama - ritenuto dagli inquirenti un socio occulto di Silvio Berlusconi - intorno al 2000. "Per me era il signor nessuno", ha spiegato al pm Sergio Spadaro. "Lo incontrai perché si presentò ad una festa a Cannes a cui partecipavano tutti i rappresentanti delle tv e i produttori. Mi ricordo di lui perché lo trovai un personaggio folkloristico e particolare nei modi".

Pier Silvio Berlusconi ha riferito inoltre di non avere mai nemmeno conosciuto David Mills, l'avvocato britannico che in primo e secondo grado era stato condannato a quattro anni e mezzo con l'accusa di essere stato corrotto dall'ex-premier e infine prosciolto in Cassazione per prescrizione.

Il vice presidente di Mediaset ha spiegato anche di non essere a conoscenza di trust legati alla società fino ad un'indagine del 2004 - poi archiviata - che ha riguardato lui e sua sorella Marina, spiegando che "la cosa che ci aveva tranquillizzato era che questi trust non erano mai stati attivati", e che comunque "lo scopo della struttura era la riorganizzazione e la distribuzione delle participazioni Fininvest".

Berlusconi jr ha ricordato inoltre che nei primi anni 90 partecipava "alle riunioni sui temi televisivi ad Arcore, anche perché vivevo lì ed era un modo per stare con mio padre, per lui era un modo di farmi fare apprendistato", ma di non ricordarsi dei cosiddetti 'comitati corporate', riunioni che secondo il pm venivano fatte per delineare le strategie societarie.

Alla domanda del pm se ricordasse di problemi di liquidità della società, Berlusconi ha risposto di ricordarsi il "padre preoccupato per questioni legate al gruppo", ma di non ricordare nello specifico motivazioni o periodi.

Berlusconi jr ha ribadito più volte di occuparsi della gestione dei palinesti e degli ascolti della tv e di aver accettato la vice presidenza di Mediaset nel 2000 "solo perché c'era un sistema di deleghe con persone competenti per ogni settore della società", dai diritti tv al bilancio, all'amministrazione.

"All'epoca sapevo che ci approvvigionavamo sul mercato americano da tutte le major, ma non nello specifico. Ancora oggi non riesco a collocare un prodotto e chi lo tratta, le negoziazioni le fanno altre persone. Ad oggi io non conosco persone all'interno della major, figuriamoci allora".

In mattinata, i giudici hanno respinto la richiesta di uno degli altri imputati, Daniele Lorenzano, di patteggiamento o di rito abbreviato, dopo che nelle scorse udienze è stata contestatata l'aggravante della trasnazionalità per il reato di frode fiscale. Di Lorenzano, ex-manager di Mediaset già condannato nell'ambito dell'altro processo sui diritti tv a 3 anni e otto mesi, Pier Silvio Berlusconi ha detto che era lui ad occuparsi dei rapporti con i produttori insieme allo scomparso ex-AD della società Carlo Bernasconi fino al '98, quando poi divenne consulente esterno con una sorta di 'scivolo' per farlo uscire dal gruppo. (Ilaria Polleschi)

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